Renzi e la "Legge Truffa" 2.0Tribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Renzi e la “Legge Truffa” 2.0

La vicenda della Legge Elettorale sta scatenando continue polemiche, ed è anche ben comprensibile dal momento che il Parlamento ne approverà una che si configura come anticostituzionale ma incontra il gusto di Matteo Renzi. Molti analisti parlano di “rischio” per la democrazia, e i paragoni con i precedenti della Legge Acerbo del 1924 e la “Legge Truffa” del 1953 si sprecano. 

Alcuni analisti come Aldo Giannuli arrivano persino a parlare di una legge elettorale “ai limiti del Colpo di Stato“; sicuramente una presa di posizione forte, forse eccessiva, ma che ben fa capire la complessità del passaggio sulla legge elettorale in Parlamento. A Renzi, questo lo si sa, piace fare le cose da solo, di conseguenza il premier fiorentino è la persona che potrebbe realizzare degli strappi senza colpo ferire. E infatti nei prossimi giorni verrà quasi certamente varata una legge elettorale che si configura come minimo come anticostituzionale, e il fatto ancor più grave è che nessuno sembra preoccuparsene più di tanto. La tensione però è fortissima, anche dentro il Pd dove negli ultimi giorni Roberto Speranza si è dimesso da capogruppo proprio per protestare sull’ Italicum, il cavallo di battaglia di Renzi. E mentre si parla se mettere o meno la fiducia, qualcuno fa notare che il Pd è riuscito nella magia assoluta di trasformare il proprio 25% dei voti in una maggioranza di seggi, questo nonostante una parte dei deputati del Pd si sia detta contraria e nonostante molti elettori abbiano votato per esponenti che oggi sono stati inseriti nella riserva indiana della “minoranza Pd“. Insomma si respira un clima autoritario, reso ancora più pesante dal fatto che Renzi non è stato eletto dal popolo ma si è ritagliato il ruolo di premier con una vera e propria manovra di palazzo. Non solo, la nostra Costituzione all’articolo numero 72 indica che le leggi elettorali dovrebbero essere di competenza parlamentare e non governativa, l’esatto contrario di quello che si sta realizzando con l’Italicum. Renzi invece da premier ha imposto un altro percorso alla legge elettorale e minaccia persino il voto di fiducia per tarpare le ali ai dissidenti e impedire il voto segreto. E proprio sul voto di fiducia sembra essersi accesa una nuova polemica. L’ultimo ad aver utilizzato la fiducia fu De Gasperi nel 1953, ma allora il contesto era completamente differente. All’epoca De Gasperi pose la fiducia per accelerare l’approvazione della “Legge Truffa”, ma a differenza di oggi, all’epoca De Gasperi aveva la necessità che si facesse in fretta dal momento che le elezioni si sarebbero tenute a giugno. Nell’Italia di oggi invece le prossime elezioni sono previste tra circa tre anni, salvo sorprese, quindi sfugge il bisogno di urgenza evocato da Pd e Renzi. Preoccupano inoltre le resistenze sul voto segreto, eventualità prevista dall’art.49 della Camera qualora ne facesse richiesta il numero prescritto di deputati.  Insomma una delle leggi più importanti, quella elettorale, rischia di venire approvata in patente violazione delle leggi democratiche grazie all’imposizione di un solo partito e contro la volontà di tutti gli altri, una spirale autoritaria che forse diventa ancor più preoccupante proprio perchè tutti gli organi di stampa non la evidenziano in modo appropriato. Insomma secondo la Costituzione la legge elettorale dovrebbe essere condivisa, ma così non è, e del resto è anche un pò ipocrita prendersela proprio ora perchè lo spirito stesso della Costituzione è stato ormai violentato e sospeso da troppo tempo. In passato nel 1924 la legge Acerbo servì per dischiudere le porte del potere al fascismo di Mussolini, un precedente che speriamo davvero con tutto il cuore essere completamente fuori luogo. E il Presidente della Repubblica Mattarella, che sul 25 aprile ha avuto parole più coraggiose di Napolitano rifiutando l’improponibile equiparazione tra partigiani e repubblichini, cosa ne pensa di tutto questo?

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