Renzi e la missione condivisa: Distruggere l'articolo 18Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Renzi e la missione condivisa: Distruggere l’articolo 18

Renzi e la missione condivisa: Distruggere l’articolo 18

Esiste ancora qualcosa del vecchio mondo in cui la sinistra esisteva e produceva risultati tangibili. Questo qualcosa va picconato, distrutto, annientato per il bene dell’Italia, almeno così ci dicono Renzi e soci. Ecco come..

Renzi torna all’attacco dell’articolo 18, una vecchia ossessione che fu anche dei vari Sacconi e Berlusconi e che ritorna, come un topos, governo dopo governo. Finora la sinistra, o quel che ne rimaneva, era sempre riuscita a mobilitarsi e a fare quadrato impedendo che accadesse, ma oggi che l’attacco viene portato direttamente dallo stesso Pd, difficilmente si potrà evitare l’inevitabile. Sono ormai vent’anni che si porta avanti un pensiero politico volto a smantellare il lavoro e il settore pubblico, due dei pilastri che, nel bene e nel male, nel XX secolo hanno edificato il modello sociale europeo. Le tutele sul lavoro però ora sono scomode e vanno spazzate via, magari accusandole di essere incrostazioni del passato e di essere responsabili della crisi, così si prendono letteralmente due piccioni con una fava. A chiedercelo è l’Europa che evidentemente è un progetto troppo “alto” per arrestarsi di fronte a frivolezze come tutela del lavoro e ruolo del pubblico, ciò che conta sono i mercati, la nuova religione del XXI secolo. Ormai peraltro l’articolo 18 non è che un vuoto simulacro, un simbolo dal momento che è stato già ampiamente manomesso, così come tutti i diritti sul lavoro. Man mano che i diritti sul lavoro venivano annullati però, non si vedeva la crescita economica corrispondente, eppure non si è mai chiesto scusa, anzi si è andato avanti con maggiore energia. Meno tutele sul lavoro non hanno prodotto più lavoro, anzi, solo per fare un esempio le aziende manifatturiere italiane hanno perso il 20% del loro numero e il 25% della loro produzione in pochi anni. Non sono certo le tutele sul lavoro a uccidere e affamare, bensì le politiche di austerità, eppure quello che si vuole colpire è l’articolo 18. Del resto i precari sono forse stati formati dall’articolo 18? Ovviamente no, ma nessuno sembra voler prendersi la responsabilità di aver creato una generazione di giovani senza futuro e senza presente. Ma nell’Italia attuale incredibilmente tutti sembrano allinearsi ai diktat europei e nessuno sembra disposto a voler difendere l’articolo 18 che il mainstream ormai propone come sinonimo di “vecchio” e “obsolescenza”. Insomma la ricetta fatta propria da Renzi è quella di distruggere le tutele sul lavoro e il ruolo del pubblico, riportando così la situazione a quella dell’inizio del XX secolo, quando i lavoratori scendevano in piazza per ottenere diritti che oggi valgono meno di zero.

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