Renzi e la torsione autoritariaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Renzi e la torsione autoritaria

Piaccia o no il Pd di Matteo Renzi sta diventando col passare del tempo sempre più autoritario e sicuro di sè. Lo dimostra il suo atteggiamento sempre più sprezzante e strafottente nei confronti di chiunque non la pensi come lui, ma anche il modo con cui ha deciso di governare, sempre meno rispettoso delle opposizioni e delle controparti. E in questo lo aiuta una opposizione interna sempre più inutile e priva di coraggio. 

Un uomo solo al comando, Matteo Renzi, un uomo che peraltro non ha vinto nemmeno le elezioni dato che l’ultima volta che il Pd si è presentato alle urne aveva come candidato premier Bersani. Da allora però sembrano passati secoli, e Renzi sembra essere lì da sempre, anche se in realtà ovviamente non è così. Ma Renzi si è preso tutto e lo ha fatto rapidamente contando sulla accondiscendenza di tutto l’apparato mediatico che lo ha accolto, diciamocelo pure, come l’uomo della provvidenza. Hanno descritto l’Italia come un paese in ginocchio, come una grande palude che stava lentamente e progressivamente bloccando tutto, e lui si è presentato come l’uomo del momento, come il leader di cui c’era bisogno per far ripartire il Paese. Ma a parte gli slogan e i sorrisi patinati, Renzi finora non ha fatto nulla, se non accrescere a dismisura il proprio potere, sia in Parlamento, sia all’interno del Pd. L’ex sindaco di Firenze è dotato di un ego smisurato, questo ormai lo abbiamo capito, e soprattutto non rispetta minimamente nessuno che non la pensi come lui. E’ il caso anche degli oppositori all’interno del Pd, che peraltro ci hanno messo anche del loro per consegnare il partito a Matteo Renzi, che ovviamente non se lo è fatto ripetere due volte. “Che piaccia o no ai gufi noi salveremo l’Italia tutti insieme“, è solo l’ultima delle dichiarazioni di Renzi, fatta nella cornice della chiusura della Festa nazionale dell’Unità presso il parco della Montagnola a Bologna. “Non c’è bisogno di dire qui che il nostro Pd oggi più che mai ha il compito di restituire la speranza all’Italia . Che piaccia o no ai gufi noi salveremo l’Italia tutti insieme. Teniamo botta“, ha poi aggiunto, mostrando anche in modo plastico quello che è il suo modo di pensare che poi altro non è che un aggiornamento del motto “O con me o contro di me“. Chi va contro il Pd viene tout court destituito di ogni credibilità, perchè Renzi e soci sono i “buoni”, mentre chi protesta, indipendentemente da chi sia, è automaticamente un “gufo”, un rompicoglioni. Non una parola sui manganelli che hanno colpito chi era arrivato a Bologna per contestarlo a volto scoperto, quelli sì sono manganelli “democratici” per il Pd. Ma in effetti come dare torto a Renzi se realizza una torsione autoritaria se all’interno del suo partito non esiste nemmeno nessuno in grado di criticarlo? E dire che Renzi glie ne ha dette di cotte e di crude ai “dinosauri” del Pd, arrivando persino all’inaugurazione dell’Expo a ringraziare Letizia Moratti e non Romano Prodi, ignorando che la prima abbia deciso di utilizzare terreni privati per costruire i padiglioni spendendo in questo modo una enorme quantità di denaro pubblico. Ma niente, i vari Civati, Cuperlo, Bersani, continuano a reggere ogni colpo, al punto che ormai si potrebbe tranquillamente definire complici di Renzi, che più li umilia più piace al centrodestra senza però subire i contraccolpi di una scissione solo evocata ma mai effettuata. Così Renzi è libero di drenare voti a destra continuando a umiliare la sinistra senza conseguenze, e la sensazione è che il ruolo di “capo assoluto” gli piaccia talmente tanto che probabilmente nei mesi a venire ne vedremo ancora delle belle.

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