Renzi e l'ultimo capriccio: "Mi piacerebbe un sindacato unico"Tribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Renzi e l’ultimo capriccio: “Mi piacerebbe un sindacato unico”

Ospite a “Bersaglio Mobile”, Matteo Renzi è stato intervistato da Enrico Mentana su La 7 e, tra le tante cose, ha rivelato uno dei suoi sogni, ovvero quello di arrivare un giorno a un “sindacato unico” e non più a “sigle su sigle”. L’ennesima torsione autoritaria di un premier che sta accentrando sempre più potere e autoritarismo, rompendo per sempre con la “sinistra” e aprendosi sempre di più alla destra e ai settori sociali che storicamente la appoggiano. 

Che bello sarebbe fare il premier senza avere nessun “rompicoglioni” sul proprio percorso. Matteo Renzi ci sta quasi prendendo gusto, anche perchè lui i “rompigcoglioni” è riuscito quasi sempre a rottamarli fedele alla linea che venne già delineata da un uomo come Andreotti: “Il potere logora chi non ce l’ha“. Ospite della trasmissione “Bersaglio Mobile” su La7, Renzi è stato intervistato nientemeno che da Enrico Mentana, e le sue risposte non mancheranno, come al solito, di scatenare nuove polemiche. “Mi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigle”, ha rivelato Renzi mostrando quindi quello che sarebbe il suo sogno politico, ovvero poter governare a proprio piacimento senza persone che fanno per conto proprio. In questo senso il fatto che ci siano molte sigle sindacali per lui viene visto unicamente come un problema, una seccatura. Molto meglio avere un solo sindacato con cui magari mettersi d’accordo senza troppi problemi, dimezzando così in questo modo scioperi e altre proteste che evidentemente Renzi mal sopporta. Ma che l’ex sindaco di Firenze proprio non digerisca i sindacati già lo si sapeva, e anche lui ha fatto ancora una volta poco per mascherarlo: “Io non sono cattivo, è che mi dipingono così coi sindacati. Ma per la prima volta il governo fa diminuire i precari. Poi questo è un governo antipatico, il premier non capisce niente… va bene, ma per la prima volta i precari diminuiscono”. Poi ha aggiunto, “Ci sono delle cose dei sindacati che non capisco bene. Per anni hanno detto che il lavoro va reso più stabile e meno precario. Il governo lo sta facendo, e qualcuno parla di “regalo ai padroni”. Non è un regalo: è un diritto aver le ferie, la malattia, la maternità. E a chi viveva di rendita crolla il pavimento sotto i piedi”, poi ha spiegato, “Il Paese sta cambiando, e chi nel potere immobile aveva una rendita ora perde il terreno sotto i piedi. Con i sindacati vorrei tornare a discutere“. Insomma una visione a senso unico nella quale l’Italia andava a rotoli prima dell’intervento salvifico del governo Renzi, un governo che è bene ricordare come non sia stato votato da nessuno. Ma Renzi è come se vedesse il mondo al contrario, con il suo Jobs Act si vanta per davvero di aver fatto ripartire l’economia, e pensa davvero che un uomo come Marchionne sia un modello da imitare e rispettare: “Marchionne è la dimostrazione che la scommessa sindacale di Landini è una sconfitta. Ha riparto le fabbriche e«da un punto di vista sindacale batte Landini 3 a 0“. Se lo dici tu, Matteo..La sensazione è che ormai Renzi abbia finito per farsi sedurre dal suo stesso potere e abbia finito per credere ai suoi proclami non avendo le basi per comprendere la situazione reale del paese. In questo senso se si guarda al programma sempre più di destra del Pd, che ormai somiglia sempre più alla Dc, ben si comprende come mai Renzi guardi con fastidio ai sindacati che sono rimaste tra le poche organizzazioni che, non facendo capo direttamente a partiti, riescono a organizzare un minimo di protesta sociale al renzismo.

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