Renzi e Marchionne, amore veroTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Renzi e Marchionne, amore vero

Matteo Renzi ha incontrato Sergio Marchionne in quel di Detroit, nella sede americana di Chrysler, e tra i due è subito scattato amore vero con uno scambio di cortesie quasi imbarazzante. Il premier ha definito “esaltante” la “scommessa” di Marchionne su Fiat e Chrysler e ha indicato l’azienda americana come esempio anche per l’Italia….

E’ un Matteo Renzi che fa sempre di più l’americano quello che ha incontrato Sergio Marchionne nella sede americana di Chrysler a Detroit. Inutile dire che i due si sono trovati, del resto si assomigliano per molti punti di vista, e si sono lasciati andare a una serie di complimenti reciproci davvero imbarazzanti. Inutile dire che per il nostro premier Marchionne è un vero mito, al punto che ha definito “esaltante, straordinaria ed eccitante” la sua “scommessa” su Fiat e Chrysler che, secondo lui come secondo il manager abruzzese, erano “bollite”. Manco a dirlo Renzi ha proposto l’azienda di Detroit come modello da seguire per il nostro Paese: Come ce l’hanno fatta i 15.000 dipendenti Chrysler in questo edificio, l’obiettivo è poter dire che così ce la faremo anche in Italia”, sconfiggendo i “gufi che dicono che le cose vanno male” e i “pregiudizi” di chi ritiene che il Paese sia “finito”. Insomma come al solito aria fritta, una specialità che è condivisa dal suo mito americano Marchionne che ha ricambiato riempiendo il governo Renzi di melliflui complimenti: Continuiamo ad appoggiare il presidente per l’agenda di riforme che sta portando avanti. E’ essenziale avere un indirizzo chiaro e penso che ce lo stia dando”. Non solo, Marchionne ha anche detto la caratteristica più importante che ha in comune con il suo nuovo amico: il fatto che anche Renzi, proprio come lui “non ha paura”. Del resto nemmeno due giorni fa proprio Marchionne aveva elogiato il coraggio di Renzi scaricando Ferruccio De Bortoli che aveva osato scrivere un editoriale contro il governo. Marchionne ha poi dato un consiglio spassionato all’amico Renzi, ovvero quello di “andare avanti senza farsi intimidire e senza farsi impressionare dagli altri”, e poi ancora  “Io sono stato molto criticato in Italia e me ne sono fregato. Spero che Renzi faccia altrettanto”. E ovviamente è fin troppo semplice comprendere a cosa alluda Marchionne, ovvero alla riforma del mercato del lavoro, ovvero all’abolizione dell’Articolo 18, un sogno questo ampiamente condiviso anche da Matteo Renzi. Insomma il nuovo asse Firenze-Detroit ci mostra in modo molto netto quello che è il modello di economia e società cui guarda Matteo Renzi, un modello economico dove i lavoratori sono semplici merci da scambiare per aumentare i profitti.

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