Renzi e Vendola, avvicinamenti pericolosiTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Renzi e Vendola, avvicinamenti pericolosi

Sinistra e Libertà continua a lanciare endorsment a Renzi, ieri l’ultimo è stato Gennaro Migliore che ha dichiarato che Renzi in questo momento sarebbe il riferimento di una forza popolare che si è “in qualche modo riorientata su temi cari alla sinistra”.

Vendola sul carro di Renzi? Non è fantapolitica, ahinoi, non dopo che ieri, Gennaro Migliore, ha pensato bene di concedere unintervista a Radio 1 nella quale ha detto chiaramente: “ritengo che Renzi in questo momento incarni anche una forza popolare che si è in qualche modo riorientata su temi che sono cari alla sinistra“. Ovviamente una siffatta castroneria ha fatto stare male subito i militanti di Sel, costringendo Migliore a fare un passo indietro e ad arrampicarsi sugli specchi: “E’ una frasetta estratta dalla rete“. In effetti Migliore ha chiarito di non ritenere Renzi un uomo di tradizione di sinistra, ma ha anche aggiunto “ma se lo dovessi definire è l’unico che intercetta quella che è la vecchia idea della sinistra, intesa come progressismo contro un conservatorismo, che in questo momento chiaramente è più rappresentato da chi sostiene le larghe intese”. Insomma, se questo dovrebbe essere l’unico partito organizzato rimasto di un certo peso della “sinistra” ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Nemmeno cinque mesi fa Vendola aveva definito Renzi come “l’idrolitina nell’acqua morta della politica“, ora invece lo vede come un alleato contro le larghe intese, e poco importa al Niki che i renziani abbiano sempre votato tutte le fiducie al governo Letta. “La nostra storia ci metterebbe in naturale relazione con un’area diversa, com’è stato nelle primarie. Se non fosse che il richiamo all’album di famiglia ormai suona patetico“, ha detto a fugare ogni dubbio Vendola ai microfoni dell’Unità, rendendo palese quindi quello che in molti avevano intuito da tempo: il totale ripiegamento di Sel verso il centro e l’abbandono di ogni identità anche solo nominalmente di sinistra. Ma non è finita qui, Gennaro Migliore, forse intuendo il nervosismo di molti a sinistra, non ci sta a farsi chiamare traditore e ha detto di voler “esprimere un parere più compiuto che non sia la solita solfa del tradimento“. Migliore si è detto contento delle masse richiamate da Renzi nelle feste dell’Unità in Emilia, “Non posso non riconoscere questo dato e penso che sia impensabile accusare di tradimento, se qualche buontempone lo pensasse, una enorme quantità di persone che in larghissima parte sono proprio di sinistra come tanti di quelli che votano per Sel o per altre formazioni politiche di sinistra“. Eh già, perchè adesso secondo Sel e soci l’essere di “sinistra” è una condizione dell’animo, non conta più cosa si fa, cosa si propone, conta solo ciò che si dichiara a parole…Del resto Renzi piace sempre di più, e sono molti a sinistra a credere che potrebbe essere lui l’uomo giusto per vincere le prossime elezioni. Vincere tanto per vincere insomma, e poco importa se le idee di sinistra vengono sacrificate in nome di un modernismo che serve spesso a nascondere vergognosi tradimenti. Ma Migliore ha chiarito oltremodo la sua posizione a riguardo: “Renzi è fortunato, è anche abile nell’usare gli strumenti del populismo, ma il punto, per me che milito in un altro partito, è comprendere chi lavora a stabilizzare un quadro come quello delle larghe intese e chi lo può mettere in discussione”, e poi ancora “non c’è bisogno di fare troppa dietrologia, si tratta di sapere semplicemente da che parte si voglia andare”. Già dove si vuole andare? a governare l’Italia…e poco importa se nel conseguire l’obiettivo si diventerà una forza diversa da quella che ha preso i voti a sinistra…alla fine l’album di famiglia è patetico no?

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