Renzi fa luce sulle stragi. Anzi noTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Renzi fa luce sulle stragi. Anzi no

Matteo Renzi avrebbe firmato a Palazzo Chigi la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi italiane del secondo dopoguerra. Per molti però si tratta solo dell’ennesimo specchio per le allodole….

Forse non sarà mai possibile realmente scoprire cosa successe in quelle stragi vergognose che hanno segnato a fondo la storia del nostro Paese nel nostro recente passato. Sicuramente, almeno secondo noi, quando in eventi così drammatici non si riesce a fare luce vuol dire che c’è qualcosa che non torna, magari qualcuno o qualcosa che non ha interesse che si sappia la verità. Stiamo parlando della lunga striscia di stragi, da Ustica fino all’Italicus, a Piazza Fontana, Piazza della Loggia e della stazione di Bologna, stragi senza colpevoli, stragi senza un perchè che hanno lasciato solo ombre enormi che ancora gravano sulla nostra democrazia oggi. Renzi, vuoi per campagna elettorale, vuoi perchè sincero, ha firmato oggi a Palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario con delega alla Sicurezza, Marco Minniti, e del direttore del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo, la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi. Tale direttiva consentirà quindi in sostanza il versamento anticipato di carte classificate” secondo una scala di riservatezza “in possesso di tutte le amministrazioni dello Stato che rappresentano un importante contributo alla memoria storica“. In realtà però, andando oltre la propaganda, si vede che in sostanza non verrà svelato alcun segreto. I colpevoli sostanzialmente rimarranno ignoti e soprattutto, come sottolineato dal senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti Umani, sarebbe ben più importante sapere dal governo quando è stato apposto il segreto di Stato e per quali di questi sarebbe ancora valido. Manconi ha presentato oggi un’interrogazione al presidente del Consiglio nella quale ricorda che “in data 5 settembre 2012 il deputato Maurizio Turco presentò un’interrogazione a risposta scritta, così formulata: ‘Al presidente del Consiglio dei ministri. Per sapere: in quali casi e in quali date nella storia repubblicana sia stato apposto il segreto di Stato e per quali di questi è tuttora valido’ e che quella interrogazione non ha avuto alcuna risposta“. Insomma se davvero Matteo Renzi vuole sapere che cosa successe in occasione di quelle stragi dovrebbe impegnarsi un pò di più, o almeno non fingere di credere che basti desecretare dei documenti per stabilire una verità storica di cui questo Paese avrebbe un disperato bisogno. Insomma, dove esiste il segreto di Stato, i documenti rimangono eterei quando non assenti, e magari riaffiorano ogni tanto, vedi l’armadio della vergogna con i dati delle stragi commesse dai nazisti ai danni degli italiani, opportunamente nascosti. Però, se non altro, l’azione del governo almeno farà si che per qualche giorno si parlerà nuovamente di quegli episodi, e forse sarà pur sempre meglio di nulla dal momento che si tende a dimenticare il nostro passato.

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