Renzi il "mercante del nulla"Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Renzi il “mercante del nulla”

Dopo la kermesse della “Leopolda” tutti parlano incantati di Matteo Renzi, l’uomo che vorrebbe rivoluzionare il centrosinistra dimenticandosi che cosa è la sinistra.

Noi siamo di parte, ne siamo orgogliosi e anche consapevoli, di conseguenza non siamo sicuramente oggettivi quando parliamo di Matteo Renzi che, obiettivamente, non sopportiamo molto. Quando però Renzi dal palco della Leopolda si propone come il riformatore della “sinistra”, trasaliamo. Il Pd da tempo ha ormai perso ogni residua stilla di “sinistra”, per questo non ci riguarda e non ci appassiona il discorso legato alle primarie interne al partito di centrosinistra. Eppure quanto sentiamo Renzi definire che “quella sinistra che non vuole cambiare si chiama destra“, e che gli imprenditori sono degli “eroi” moderni, sentiamo il puzzo di qualcosa che non torna. Ci sembra fin troppo chiara l’operazione di Renzi, utilizzare il Pd come uno strumento per prendere in mano le istituzioni. Uno strumento come un altro appunto, e poco importa se per ottenere la vittoria elettorale il Pd diventerà diverso da prima spostandosi ancora a destra, l’importante appunto, per i “vincenti” all’americana come lui, è il risultato finale. Le parole così si sovrappongono ai contenuti, il cambiamento basta evocarlo con retorica in mezze maniche di camicia per illudere quella parte di Italia stanca di non riuscire a “vincere”. E poi capita anche quello che non ti aspetti, ovvero che Gennaro Migliore, capogruppo di Sinistra e Libertà alla camera, apprezzi le parole del sindaco di Firenze: L’energia della Leopolda mi ricorda il social Forum che si fece anni fa proprio nello stesso luogo. Un’energia che vuole interrompere il flusso di quanti vogliono mantenere lo status quo. Per me l’obiettivo è combattere la destra. Se dentro al Pd c’è chi vuole interrompere le larghe intese ben venga. Renzi, dicendolo, si assume una responsabilità importante“. Insomma parole molto chiare e pesanti pronunciate a favore di Matteo Renzi cui hanno fatto seguito anche quelle di Niki Vendola: “Apprezzo molto il vocabolario del cambiamento, lo sforzo di uscire fuori dal pantano e trovare parole adeguate e nuove che restituiscano alla politica  la capacità di ricongiungersi alla vita e di evocare la speranza“, e poi la chiosa: “voglio dire a Renzi direttamente una cosa: non dimenticare mai che ci sono delle cose antiche, che vanno nominate con parole antiche: povertà, marginalità sociale, disoccupazione di massa, e vanno affrontate con spirito e cultura radicale perché le mille forme di impoverimento della società italiana ed europea rappresentano veramente un terreno minato su cui rischia di saltare per aria un assetto di convivenza e democrazia.”. Insomma ancora una volta il bastone e la carota dal momento che chi Renzi lo ha ascoltato bene dal palco della Leopolda è riuscito a farsi un’idea ben precisa di come affronterebbe le questioni sociali nel caso venisse eletto premier. Sarebbe una sinistra alla partito democratico americano, con un partito leggero fino a scomparire sullo sfondo e con la fine di ogni legame con le rivendicazioni sociali che hanno costituito gran parte della storia della sinistra italiana ed europea. Una svolta all’americana appunto, con i soliti proclami a parole di svecchiamento, speranza e così via, una svolta che si concreta nel palese rifiuto da lui espresso sul proporzionale. Insomma Renzi l’ammeregano vorrebbe continuare quanto cominciato da Veltroni, altro grande fan del maggioritario, nei fatti colui che diede avvio alla mutazione genetica del Pd annichilendo la sinistra italiana e dando avvia alle violenze contro la Costituzione che rischiano di travolgerci. Insomma Renzi il volto di una sinistra nuova, senza Marx, senza rivendicazioni sociali, una sinistra “nuova” del “rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti”, una sinistra che ha abdicato da sola dal ruolo di elaborare una alternativa sociale ed economica al sistema vigente.

Gracchus Babeuf

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/michele_ficara_manganelli/4329478433/”>Michele Ficara Manganelli</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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