Renzi ironizza: "Fassina chi?", e Fassina saluta il governoTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Renzi ironizza: “Fassina chi?”, e Fassina saluta il governo

La vittoria di Renzi alla guida del Pd sta portando con sè i primi strascichi. Stefano Fassina, sottosegretario all’Economia del governo e bersaniano di ferro, si è dimesso dopo che Renzi ha fatto ironia su di lui in conferenza stampa: “Fassina chi?”. Quale futuro ora per il governo Letta?

Fassina chi?“, ha domandato Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa in modo probabilmente provocatorio mentre un giornalista gli chiedeva cosa ne pensasse della richiesta di rimpasto operata da Fassina. Il sottosegretario all’Economia a quel punto, furente, non ne ha volute più sapere e ha consegnato le sue dimissioni irrevocabili, chiarite pochi minuti dopo con un comunicato: “Le parole del segretario Renzi su di me confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del Pd al governo va resa coerente con il risultato congressuale. Non c’è nulla di personale. E’ questione politica. E’ un dovere lasciare per chi, come me, ha sostenuto un’altra posizione“.

In realtà Fassina ha lasciato il suo incarico in quanto ritiene che il Pd che fa parte del governo Letta debba essere in realtà coerente con l’esito delle primarie che ha visto la vittoria di Renzi, e le parole del sindaco fiorentino hanno segnato la fine dell’avventura di Stefano Fassina come sottosegretario.“E’ responsabilità di Renzi, che ha ricevuto un così largo mandato  proporre uomini e donne sulla sua linea. Di conseguenza restituisco irrevocabilmente il mio incarico al presidente Letta”, ha chiarito ancora Fassina che, con le sue dimissioni, ha reso plastico uno strappo con il segretario del Pd dopo le annose divergenze su temi anche importanti come la riforma del mondo del lavoro.

Sono colpito per le dimissioni di Stefano Fassina. E ancor più dispiaciuto per l’episodio che le ha generate. In un partito servono le idee ma, assieme, serve il rispetto per le persone“, ha commentato invece Gianni Cuperlo, visibilmente colpito da quanto successo. Un comportamento, quello di Renzi, che approfondisce le distanze e le differenze anche morali che si trovano all’interno del Pd tra un’area renziana e una cosiddetta di “sinistra” di cui Cuperlo e Fassina fanno ancora parte. Della parte di Renzi è sicuramente Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama: “Fassina si è dimesso per la seconda volta. Poco serio sfruttare una evidente incomprensione, per tentare di alimentare polemiche superate. Si lascia un incarico di governo quando si dissente da una linea politica, non per futili motivi“.Insomma Fassina ha mostrato almeno un moto d’orgoglio dopo che, nell’ultimo anno, è rimasto ormai defilato e logorato dalla piega presa dal Pd, ormai finito nelle mani di Matteo Renzi, l’uomo che virtualmente ha completato la mutazione genetica del Pd. Che ora per Fassina, Cuperlo e i “sinistri” ancora presenti nel Pd, sia giunto il tempo per una nuova avventura?

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