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sabato , 21 gennaio 2017
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Renzi L’ “infiltrato” allo scontro frontale. L’ombra della scissione sul Pd

Renzi L’ “infiltrato” allo scontro frontale. L’ombra della scissione sul Pd

Dopo le recenti uscite del sindaco di Firenze Matteo Renzi che ha attaccato Bersani spronando al governissimo o al ritorno alle urne, all’interno del Pd si va ai ferri corti. Sullo sfondo emerge lo spettro di una scissione. Ma per la “sinistra” siamo sicuri che sia  una cosa negativa?

renzi

Per chi, come noi, da anni accusa il Pd di essere un partito ormai svuotato di ogni contenuto di sinistra, l’ipotesi di una scissione dei renziani suona quasi come una novità provvidenziale. L’ipotesi di una scissione, da sempre evocata, ma rimasta sempre sullo sfondo, ora potrebbe diventare una realtà dopo che renziani e bersaniani sono arrivati letteralmente ai ferri corti dopo le ultime uscite del sindaco di Firenze. In un momento drammatico per l’Italia e per il centrosinistra infatti, Renzi ha pensato bene di attaccare frontalmente Bersani, invitando a un governissimo a un pronto ritorno alle urne. Le sue parole hanno, comprensibilmente, scatenato un pandemonio, portando allo scontro le due fazioni del Partito Democratico. C’è chi come Matteo Richetti, renziano, che non vede l’ora di andarsene dal Pd, e lo farà qualora in caso di nuove elezioni verrà rifiutato a Renzi di correre per le primarie. Il sindaco di Firenze però ha altri piani in mente, dice che non vuole creare un suo partito, semmai tenterà di prenderselo il Pd, costringendo quello che rimane ancora di “sinistra” a cercare altri lidi. A evocare la scissione ci ha pensato Ugo Sposetti, bersaniano della prima ora:”Se Renzi vince la battaglia interna il Pd non regge e si divide“. Insomma finalmente la confusione sotto il cielo inizia a dare i suoi frutti, e forse finalmente all’interno del Pd ci sarà la tanto attesa, da noi, resa dei conti.

Del resto, lo aveva detto anche Massimo D’Alema qualche tempo fa: “Se nel Pd prevale la linea Renzi, io vado a fare un grande partito della sinistra con Nichi Vendola“. E sarebbe anche ora, diremmo noi. Sarebbe ora perchè continuare a spacciare il Partito Democratico per partito di sinistra era una barzelletta che non andava più giù a nessuno che fosse di sinistra. Via libera a Renzi dunque, che se lo prenda questo Pd per rivaleggiare con Berlusconi sul suo stesso terreno, magari portandosi dietro Letta, Veltroni e tutti gli altri colonnelli che hanno pervicacemente ammazzato qualsiasi pensiero troppo a sinistra negli ultimi dieci anni. Che se ne vada dunque, o che si prenda il partito traghettandolo verso il posto che gli compete, ovvero un partito di centro liberale, che se ne vada smettendola di tenere il pensiero di sinistra imprigionato nelle pastoie del centrismo e del liberismo. Il “grande partito della sinistra” che si formerebbe non sarà il nuovo partito comunista, ma sicuramente sarà meglio di questo Pd.

Il tribuno

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