Renzi, l' "infiltrato" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Renzi, l’ “infiltrato”

Ieri sera è andato in scena il duello video tra Bersani e Renzi su Rai 1 in vista delle primarie di domenica 2 dicembre. Il dibattito ci ha permesso di conoscere meglio i due candidati, valutandone le posizioni differenti nei diversi ambiti.

Bersani e Renzi ieri sera si sono affrontati pubblicamente nell’ultimo dibattito prima del ballottaggio delle primarie, che si terranno il 2 dicembre. Le idee dei due candidati le conoscevamo già, ma questo dibattito ha avuto il merito di porre a confronto Renzi e Bersani, facendo così emergere le loro idee differenti su vari temi. Renzi ha attaccato più volte direttamente Bersani, recitando con coerenza fino alla fine il ruolo di outsider; al contrario Bersani si è mostrato con un’atteggiamento paternalistico e comprensivo che ha fatto emergere le sue qualità e la sua serietà, assolutamente mai messa in discussione. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi però, questo dibattito potrebbe finalmente avergli mostrato la vera natura di Renzi. Il sindaco di Firenze infatti ha, per certi versi, calato la maschera, rendendo chiaro il perchè qualche mese fa lo stesso Silvio Berlusconi disse che alla fine Renzi portava avanti le sue stesse idee, ma all’interno del Pd. Interrogato su che cosa vorrebbe fare per pacificare il Medio Oriente Renzi non ha nemmeno nominato la questione israelo-palestinese e ha invece addossato ogni colpa sull’Iran, assumendo quindi il modello che viene quotidianamente recitato come un mantra dai repubblicani americani più estremisti. Renzi in Italia è in un partito di centrosinistra, eppure sembra essersene quasi dimenticato quando si è appiattito in una visione della politica estera assolutamente schiacciata su quella americana, anzi quasi superandola da destra. Così le Primavere Arabe diventano inutili e indifferenti di fronte al “dramma della Marea Verde iraniana”, una marea di cui peraltro non giungono notizie di anni. Con l’arroganza più totale Renzi ha addirittura asserito che gli oppositori in Iran sarebbero la stragrande maggioranza, una teoria invece tutta da dimostrare che sarebbe stata più degna  del Tea Party che di una sinistra socialdemocratica europea. Ma magari la torsione a destra di Renzi avesse interessato solo la politica estera, anche in politica interna Renzi ha fatto capire senza ombra di dubbio che, se dovesse vincere, si chiuderebbe forse per sempre la possibilità di realizzare un grande partito socialdemocratico e progressista in Italia, anzi, si ucciderebbero quelle che restano delle idee socialdemocratiche e socialiste per abbracciare un indefinito blairismo liberale. Così la riforma Fornero sulle pensioni secondo il sindaco di Firenze dopotutto va bene, e al Sud Italia h detto che per essere aiutato deve prima reagire da sè. Frasi vuote, che semmai testimoniano quanto Renzi, dall’Iran fino al Mezzogiorno, sia abituato a trinciare giudizi su cose che non conosce, a omologare la realtà secondo la propria visione della vita. Qualcuno forse dovrebbe spiegargli che con le sue idee potrebbe tranquillamente fare il leader del Pdl. Forse, alla fine, Renzi ha semplicemente sbagliato partito.. Se invece, come speriamo, Renzi dovesse perdere, ecco che il Pd, per una volta, potrebbe imboccare una via progressista e aprire la porta a tutte quelle forze di sinistra che intendono partecipare alla gestione della cosa pubblica.

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