Renzi l'ammazzacorrentiTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Renzi l’ammazzacorrenti

Matteo Renzi scalda i motori in vista delle primarie e ha annunciato battaglia promettendo, in caso di vittoria, la fine delle correnti. Diventa secondo noi sempre più chiara la direzione che prenderà il Pd..

il Pd cambia o e’ condannato a perdere“, parola di Matteo Renzi che ha presenziato alla festa Pd di Piombino, in Toscana. E’ un Renzi battagliero, consapevole di essere il netto favorito alla leadership del partito alle prossime primarie. Non bisogna fare un partito personale ma bisogna evitare un partito impersonale, dove non ci si guarda più negli occhi“, ha aggiunto il sindaco di Firenze, per poi ricominciare con la solita crociata contro le correnti. Renzi, dopo la vittoria, vorrà proprio correggere questo “problema”: “Va riportato entusiasmo tra i nostri che non ne possono più. E la prima cosa da rottamare sono le correnti. Se si vince vanno avanti quelli bravi non quelli fedeli, quelli infrattati nelle sedi nazionali”. Insomma Renzi intende prendere in mano il Pd e trasformarlo nel partito che ha in mente, un partito che prenderà ancora più le distanze da quel poco di “sinistra” che era rimasto e che sprofonderà con la sconfitta di Cuperlo e dell’ala “sinistra”. Beninteso, nessuna sorpresa, non siamo così ingenui da ritenere il Pd un partito di sinistra, ma una cosa è certa dopo la “cura Renzi” se non altro calerà ulteriormente la maschera diventando semmai un partito laburista sulla falsariga dei paesi anglosassoni. Il che, visto che anche Migliore e Vendola sembrano ora innamorati di Renzi, permette finalmente alla sinistra cosiddetta “radicale” di lavorare per proporre all’elettorato un programma finalmente credibile, di sinistra, e che intercetti realmente i bisogni popolari. Renzi o Berlusconi? Il poliziotto buono o quello cattivo? Noi preferiamo mettere in discussione il sistema nel suo complesso dal momento che riteniamo che sia proprio quel sistema in sè a provocare inevitabilmente queste cicliche crisi. E non ci vergogniamo delle nostre idee al contrario di qualcuno che ritiene “patetico” continuare a parlare di “passato”, come se le idee di un cambiamento radicale di questo sistema siano “obsolete”.

Gracchus Babeuf

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