Renzi lancia la sua sfida: “L’Italia cambia verso”Tribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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Renzi lancia la sua sfida: “L’Italia cambia verso”

Il chiarimento dello scenario politico ha favorito il nuovo posizionamento del sindaco di Firenze. Ecco cosa ha detto nell’intervista concessa a Massimo Gramellini e come si prospetta la sua campagna elettorale.

Fonte: Oltremedianews

La settimana appena trascorsa è stata utile a fare chiarezza e a disegnare lo scenario politico dei prossimi mesi. Alla marcia indietro di Berlusconi sulla fiducia al governo è seguito il voto della giunta del Senato, due botte che per il Cavaliere saranno dure da assorbire. Per questo il Pd ora può riversarsi sulla campagna congressuale con le prospettive certamente più chiare e definite. Letta è uscito dalla contesa come il vero vincitore e ieri ha potuto coronare il suo successo con una dura sentenza definitiva su Silvio Berlusconi. “il ventennio è finito”, ha detto a Sky. I sondaggi, poi, premiano sia lui che il Pd, rafforzando le fondamenta della cosiddetta “nuova” maggioranza. Perciò la tregua annunciata da Renzi sulle colonne della Stampa ha tutte le sembianze di una scelta obbligata. E’ troppo saldo in sella, Enrico Letta, per ricevere spallate o tentativi di destabilizzazione.

Il sindaco di Firenze, dal canto suo, ha utilizzato le domande di Gramellini per un riposizionamento in cui delinea abbastanza chiaramente alcune sue strategie. Vediamo quali:

Tregua con Letta, ma Letta governi. Va bene l’armistizio, ma qualche bordata verso l’esecutivo è giusto lanciarla. Ed ecco che il governo viene accusato di “rinviare, di “non decidere”, di dare la colpa “all’instabilità anche per un raffreddore”.

La campagna parte da Bari. La bordata su Fassina: “non è cattivo, ma non ha mai amministrato e invece parla su tutto” è perfettamente coerente con la strategia renziana di farsi vedere accanto ai sindaci. Orlando, Bianco, Marino, Pisapia, Fassino ed Emiliano (con cui inizierà la campagna) lo sostengono, rafforzando la sua immagine di “uomo del fare” e non del chiacchierare.

Cuperlo è apparato, Civati chi è? In questa corsa che si preannuncia senza avversari, Renzi sceglie la strada dello snobismo. E se il candidato dalemiano è in gamba “ma c’è da tanto tempo”, nemmeno una parola viene riservata all’ex consigliere regionale lombardo, che i sondaggi danno in vantaggio per la seconda posizione.

L’Italia cambia verso. La mission di Renzi, naturalmente, è “cambiare l’Italia”. Cambiando, per far questo, il Partito Democratico. Un po’ di pop (“al confronto di Crimi, Alvaro Vitali è uno statista”), ma anche legame con il passato (la giovinezza nella sinistra Dc) e il superamento di idoli impolverati (“Scalfari non ha mai azzeccato una previsione”, “Che noia le canzoni degli Inti Illimani!”). Tutto ciò per poter costruire un “bipolarismo gentile ed educato” in cui Renzi si vede a sinistra. Infatti- confessa- da buon militante in Germania avrebbe votato Spd, con molti dubbi se invece si fosse trovato nei panni di un comune cittadino.

Il rottamatore è ritornato dunque sui suoi passi. Ovviamente resta il messaggio di cambiamento, ma riguarda non tanto le persone, quanto più il governo. Chi voterà Renzi sceglierà l’opzione di un esecutivo in grado di decidere, con in leader capace di alzarsi sui pedali per trascinare la truppa. Proprio come fa un sindaco, il sindaco d’Italia.

Ma chi sarà l’oggetto dei suo “renzini” avvelenati? Quasi certamente Enrico Letta, leader dimezzato, comandante pro tempore. Perché la battaglia finale è ancora lunga da venire. E Renzi qua bluffa. E’ pur vero- come rimarca- che ha dieci anni in meno del premier, ma in questo caso non si può certo dire che il tempo sia dalla sua parte.

Lorenzo Mauro

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/liquene/3234413786/”>liquene</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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