Renzi l'infiltrato, il "nulla che avanza" che ammicca alla destra | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Renzi l’infiltrato, il “nulla che avanza” che ammicca alla destra

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi è uno di quei personaggi che, a nostro giudizio, tiene sotto scacco la politica italiana. Non sarebbe tutto più semplice se i politici di destra facessero politica a destra e viceversa?

 

 

Di Matteo Renzi si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto, sicuramente dobbiamo ammettere che non gli mancano ambizione e coraggio. Già, perchè ci vuole coraggio a essere una persona di destra e a tentare una scalata in un partito che, almeno formalmente, si ritiene il maggiore partito di centrosinistra del Paese. D’accordo, il Pd ultimamente è davvero ben poco di sinistra, tuttavia i vari personaggi come Bersani, Fassina, magari lo stesso D’Alema, se interrogati sulle proprie idee politiche si definirebbero di “centrosinistra”, non è molto ma almeno è coerente con l’indirizzo che si vuole dare al Pd. Renzi invece va oltre, ha deciso di fare il passo più lungo della gamba e di sfidare Bersani alle primarie per il Pd in vista delle elezioni. E intende farlo annunciando che, in caso di una sua vittoria, rottamerà il partito dalle fondamenta, spostandolo energicamente a destra, magari chiedendo il voto degli elettori del Pdl. Si, udite udite, Renzi non vuole prendere in mano il Pd per portarlo  alla vittoria, bensì vuole prenderlo e usarlo per ammiccare gli elettori di destra delusi. Ma che c’azzeccano con il Pd e con la sinistra in generale?  Sbaglio o è stato proprio Renzi colui che andò a Villa Certosa per incontrarsi con il Cavaliere? Insomma, Renzi l’Infiltrato ora ha anche calato la maschera, il suo obiettivo è annichilire quanto resta di “centrosinistra” nel Pd, ultimando il trasformismo delle classi dirigenti che ha avvelenato la sinistra dalla Bolognina a oggi. Un avvelenamento delle acque lento e inesorabile che ha portato uomini di destra a dirigere partiti di sinistra, un’operazione geniale che ha disarticolato qualsiasi partito organizzato a sinistra. Uomini come Letta, aggiungo io Veltroni, e come Renzi, lavorano costantemente e quotidianamente per intorbidire le acque, un pò come le “quinte colonne” in tempo di guerra, e stanno aprendo falle gigantesche nella stiva del Partito Democratico. Renzi, l’uomo di destra che vuole vincere le primarie di un partito di centrosinistra per concludere un’operazione in corso da vent’anni, Renzi il “nuovo che avanza”, il rottamatore ma non del partito, degli ideali che ancora albergano forse solo più nella base e in qualche singolo e sparuto dirigente. Insomma, quando ci si chiede come mai la sinistra in Italia non riesca a riunirsi e a fare fronte comune, basterebbe pensare a Renzi, Letta, Veltroni, Ceccanti, Fioroni e compagnia cantante, un gruppo che potrebbe tranquillamente banchettare assieme a Rutelli e Casini, loro sì zombie della politica, e magari spostarsi a destra tra le braccia di Angelino Alfano, uno che la sa lunga tant’è che ha detto: “Se Renzi dovesse perdere le primarie voterebbe per noi”. Hai capito?

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