Renzi-privatizzazioni: Avanti Tutta!Tribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Renzi-privatizzazioni: Avanti Tutta!

Matteo Renzi annuncia di voler andare avanti come un treno sui binari delle privatizzazioni anche per compiacere l’Europa che in primavera giudicherà i conti pubblici italiani. Presto verranno messe sul mercato quote di Eni ed Enel, e anche di Poste e Ferrovie. 

Bisogna accontentare l’Europa questo Matteo Renzi lo sa bene e se da un lato urla ai quattro venti che non intende lasciare l’Ue in mano a un pugno di burocrati dall’altro conferma di avere un visione economica di lungo periodo completamente consonante a quella della cosiddetta Troika. Un Renzi raggiante sul suo profilo Twitter non solo ha rivendicato quanto fatto dal suo governo sull’Ilva e sul lavoro, ma anche annunciato di essere pronto ad accelerare sulle privatizzazioni in vista del redde rationem di marzo, quando cioè l’Europa giudicherà i conti pubblici italiani. A occuparsi del dossier privatizzazioni al momento è l’ex amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra, che è diventato anche il superconsulente di Renzi. Quasi sicuramente nelle prossime settimane verranno messe sul mercato quote di Enel ed Eni, ma anche di Poste e Ferrovie seguendo così le indicazioni di Bruxelles che suggeriscono all’Italia di mettere sul mercato quote pari allo 0,7% del pil ogni anno e per tre anni consecutivi. Ovviamente il premier non vede l’ora di fare quanto richiesto e il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha detto senza giri di parole che il governo intende “recuperare pienamente gli obiettivi non centrati nel 2014“. Da qui la decisione di inserire nella legge di stabilità delle norme per favorire il processo di ristrutturazione delle Poste in modo da inserirne le quote sul mercato alle migliori condizioni. Insomma la ricetta sembra essere quella di privatizzare per attirare investimenti dall’estero, una ricetta che non prevede dunque nessuna inversione di tendenza nei confronti delle politiche neoliberiste che da qualche anno vengono adottate come una sorta di “pensiero unico” da tutti i paesi europei. In nome dei conti quindi si autorizza una nuova ondata di privatizzazioni che a detta del governo dovrebbe servire per aiutare la ripresa economica ma che potrebbero anche sancire il definitivo depauperamento delle risorse del Paese.

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