Renzi va avanti come un mulo verso le "riforme"Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Renzi va avanti come un mulo verso le “riforme”

Renzi va avanti come un mulo nell’imporre la sua visione al Partito Democratico. Forte della vittoria alle primarie si sente autorizzato a osare tutto e andare avanti da solo, e non è così improbabile che le dimissioni di Fassina e Cuperlo fossero l’esito di una manovra renziana. 

Matteo Renzi non ha tempo, va avanti per la sua strada come un mulo, e poco importa se la strada che sta seguendo sia una strada decisa da lui per conseguire fini imposti da lui. Certo, lui si giustifica additando i tre milioni di italiani che lo avrebbero votato nelle primarie del Pd, come se fossero un lasciapassare per fare tutto quello che ritiene opportuno. Appare evidente che Renzi, rottamatore di nome e di fatto, dopo aver vinto voglia anche tagliare le teste dei potenziali nemici politici. Da qui l’assalto, guarda un pò, contro la sinistra del partito, l’area dei d’alemiani, di Fassina, di Cuperlo e dei bersaniani insomma. Già definire di “sinistra” questa parte del Pd ci fa sorridere, tuttavia se confrontata con le istanze di Matteo Renzi emerge con nettezza una differenza totale sia nelle proposte che nei modi di fare politica. Da qui la decisione del decisionista Renzi di sparigliare le carte e di epurare un pò di potenziali nemici. Difficile che Renzi non sapesse che attaccando in questo modo Cuperlo, questi non si sarebbe dimesso. La sua provocazione non è parsa improvvisata, semmai il frutto di un calcolo studiato, e su questo, per una volta, la pensiamo come Gad Lerner che nel suo blog ha paragonato il modus operandi di Renzi a quello che fu di Craxi, quando l’ex leader socialista si scelse interlocutori di comodo nella sinistra interna, vedi Cicchitto, per spazzare via personaggi come Antonio Giolitti e Riccardo Lombardi. In tutto questo onore quindi a Cuperlo, che pur essendo anche lui ormai impastoiato all’interno del Pd, ha almeno avuto il coraggio di affrontare di petto Renzi e i suoi calcoli politici. Renzi andrà avanti dunque, sborone e arrogante il giusto, come un rullo compressore. Cercherà di uccidere i piccoli partiti, gli ultimi che hanno il coraggio di definirlo per quello che è, e che quindi già solo per questo devono essere spazzati via. I conti però si faranno alla fine, e Renzi rischi di passare alla storia come l’ultimo dei carnefici della sinistra, quello che prese il potere con la promessa di vincere ma poi fece la riforma elettorale e della Costituzione con Silvio Berlusconi. Ad Maiora..

Gracchus Babeuf

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