Renziani contro il Monopoli. E non è uno scherzoTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Renziani contro il Monopoli. E non è uno scherzo

Sette renziani hanno deciso di bandire una crociata contro il “Monopoly” nella sua edizione internazionale, il famoso gioco da tavola che la Hasbro starebbe per lanciare, perchè troppo tollerante con la speculazione finanziaria.

Sembra uno scherzo, ma invece è realtà. Matteo Renzi e i suoi si sono sempre contrassegnati come il “nuovo che avanza” all’interno del Pd, peccato che siano moltissimi quelli che diffidano del rampante sindaco di Firenze, ricordiamolo ex democristiano, ritenendolo a ragione un pò troppo “di destra”. I renziani non hanno mai alzato la voce contro la speculazione finanziaria, nè contro le manovre che permettono a pochi di fare milioni e lasciano i molti nei guai. Forse per dare un segnale sette renziani, in un vagito di dignità o forse di follia, hanno preso carta e penna per scrivere nientemeno che all’ambasciatore degli Usa in Italia chiedendogli di prendere “eventuali provvedimenti” contro la decisione della Hasbro di lanciare una nuova versione del Monopoli internazionale dove al posto delle proprietà immobiliari ci saranno i pacchetti azionari e non ci sarà più la galera. Il gioco insomma, sarebbe diseducativo, da qui la geniale idea dei renziani di sollevare la polemica. Si tratta di Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno, sono i sette renziani che hanno bacchettato la Hasbro: “Mentre la Casa Bianca pone l’accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il ‘Monopoly’, gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato, torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene puniti“. Facile capire il polverone alzatosi subito dopo con tutti i vari sfottò su internet che hanno costretto il portavoce di Renzi a prendere le distanze dai sette renziani. Insomma, dato che l’area Renzi nella realtà di sinistra non ha nulla, almeno quando si parla di giochi ha voglia di cammuffarsi.

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