Re Matteo, l'uomo che costruì la sinistra che volevaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Re Matteo, l’uomo che costruì la sinistra che voleva

Matteo Renzi si sente l’uomo del momento, e probabilmente lo è, ma in un delirio di onnipotenza lui e i suoi si sentono quasi i depositari della “sinistra” e di quello che dovrebbe rappresentare. Come se a decidere quelle che sono politiche di sinistra o no fosse lui.

Più volte, al limite di annoiare i lettori, abbiamo cercato di chiarire da dove traggono origine i concetti di “destra” e “sinistra”. Si tratta di un modo pratico e convenzionale per operare una distinzione nel tipo di soluzioni che si offrono per la soluzione di problemi politici. Prima, quando esistevano i sovrani, destra e sinistra non esistevano in quanto non era il popolo a decidere il proprio futuro bensì il monarca. Grazie a una lunga serie di sommosse, rivoluzioni e stravolgimenti anche violenti le cose sono cambiate ma se immaginate un mondo dove destra e sinistra scompaiono si va verso un sostanziale pensiero unico che, almeno a noi, sembra un passo indietro più che un passo in avanti per la costruzione di un mondo realmente democratico e rispettoso delle opinioni altrui. Proviamo a fare un esempio pratico per far capire l’oggetto della discussione: Immaginate di dover decidere se raggiungere un luogo in treno o in aereo e e che l’opinione pubblica sia divisa in due fazioni ognuna delle quali cerca di convincere i cittadini a votare per la sua proposta; la cosa funziona nel momento in cui i due gruppi propongono effettivamente delle cose diverse permettendo così a ciascuno di scegliere sulla base di quella che gli sembra la soluzione più convincente. Ma immaginate se i leader del gruppo che propone di usare l’aereo semplicemente decida che vista la situazione bisogna per forza usare l’aereo e che quindi l’unica discussione debba essere su che tipo di aereo usare e quanto carburante mettere. E’ solo una metafora, magari poco azzeccata, ma che ci serve a comprendere quello che è avvenuto in Italia negli ultimi vent’anni, dove la differenza di proposta politica tra la destra e la sinistra storica sono andanti progressivamente sfumando fino al corto circuito dell’Italia di oggi dove destra e sinistra propongono sostanzialmente la stessa visione della società e del futuro del Paese. “Destra” e “Sinistra” non sono più due categorie utili a catalogare le azioni politiche, sono due categorie vuote, dei simulacri insomma che servono a tenere impegnato uno spazio politico in modo da evitare che possa essere riempito da idee considerate “scomode” per il mantenimento dello Status Quo. In questo senso il fatto che il centrosinistra sia rappresentato Matteo Renzi è una sorta di diabolico capolavoro dal momento che il suo elettorato è convinto di votare a sinistra, per una sinistra moderna e “post-ideologica”, mentre in realtà sta votando uno che ha scientemente rovinato la sinistra e soprattutto che ha preso la guida di un partito come il Pd evidentemente per farla finita con le ultime incrostazioni di un passato comunista che ancora turba i mercati e i poteri forti. Ormai il Pd di sinistra non ha più assolutamente niente, sia chiaro, ma il fatto che il ruolo di leader sia esercitato da un personaggio come Renzi ci indica che qualcuno ha ordinato che si spargesse anche il sale sulle rovine, per evitare che ricresca qualcosa. La vigliaccheria di D’Alema, Civati, Fassina e soci poi, fa il resto. Sono l’anima “sinistra” del partito ma a parte lamentarsi ciclicamente non fanno nulla, e alla fine finiscono quasi per rafforzare con la loro assenza di coraggio la deriva renziana.

Gb

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