Repubblica Centrafricana. Violenza sena fine nel silenzio assordante del mondoTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Repubblica Centrafricana. Violenza sena fine nel silenzio assordante del mondo

Mentre si parla di Ucraina e di crisi, in Repubblica Centrafricana si continua a morire senza che interessi a nessuno. Si parla di gruppi di civili uccisi e Medici Senza Frontiere hanno denunciato il totale fallimento degli sforzi internazionali per proteggere la popolazione. 

Sicuramente all’opinione pubblica interessa meno di quello che succede in Europa o altrove, ma in Repubblica Centrafricana si continua a morire. Lo ha denunciato Medici Senza Frontiere che ha segnalato come ogni tentativo di provare a proteggere la popolazione civile sia clamorosamente fallito.  Per l’organizzazione infatti l’insufficiente risposta internazionale è la prova schiacciante che la popolazione centrafricana è stata, di fatto, abbandonata.  MSF aveva chiesto nei giorni scorsi  agli stati membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di mobilitarsi per porre fine al conflitto, ma niente di tutto ciò è successo. Secondo Joanne Liu, presidente di MSF International, saremmo di fronte a una situazione realmente drammatica: La nostra più grande preoccupazione è la protezione delle persone. Avvertiamo un senso di impotenza di fronte a questa violenza estrema, stiamo curando migliaia di feriti e vediamo centinaia di migliaia di persone in fuga dalle loro case perché è l’unica possibilità che hanno per evitare il massacro. C’è una sconvolgente mancanza di impegno e mobilitazione dei leader politici nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite  e un impegno troppo limitato anche da parte dei paesi africani e dell’Unione Africana nell’affrontare la violenza che sta letteralmente devastando la Repubblica Centrafricana.”  Insomma si sarebbe di fronte a uno scenario drammatico con civili di entrambe le principali comunità religiose del Paese ostaggio della violenza dei gruppi armati. Dal 5 dicembre a oggi sono almeno 3600 i feriti che sono stati curati da MSF, con i medici che hanno raccontato anche di assalti portati fin dentro gli ospedali. Si parla di almeno 15.000 civili bloccati in ospedali, chiese e moschee nella paura continua di venire attaccati da gruppi armati. In molti fuggono cercando di trovare la salvezza per paura delle persecuzioni ma secondo MSF ci sarebbe stata una vera e propria negligenza negli aiuti: Le terribili condizioni all’aeroporto di Mpoko sollevano la questione che la lentezza degli aiuti sia una forma di deliberata negligenza per dissuadere le persone dal rimanere lì” . Insomma cartoline da un inferno di cui però sembra non interessare a nessuno.

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