Ridurre le emissioni dell’80% entro il 2050, ma l'Europa arriverà in ritardoTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Ridurre le emissioni dell’80% entro il 2050, ma l’Europa arriverà in ritardo

L’obiettivo 2050 è ridurre le emissioni, ma molte cittàd’Europa hanno ancora dei piani energetici che non permetteranno di raggiungere la soglia prefissata.

Fonte: Oltremedianews

Uno studio internazionale del programma multidisciplinare europeo COST TU0902 pubblicato sulla rivista Climate Change Letters evidenzia quanta differenza vi sia fra nord e sud Europa in tema ‘riduzione delle emissioni’, mostrando le città che non riusciranno ad arrivare all’obiettivo 2050.A partecipare allo studio anche due ricercatrici del Cnr che hanno collaborato insieme a colleghi di altri nove stati per delineare un quadro completo a partire dalle principali città degli 11 paesi presi in esame -200 città scelte fra Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna. Si legge nel comunicato stampa del Centro, “le aree urbane hanno un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea in tema di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare dai target fissati dalla ‘Energy Roadmap 2050’ che tra l’altro prevedono la riduzione dell’80% delle emissioni europee di gas serra entro il 2050 per evitare l’aumento della temperatura media globale di 2° C rispetto ai livelli pre-industriali”.Fra i paesi che sicuramente raggiungeranno l’obiettivo con considerevole anticipo, si colloca l’Olanda che già dal 2007, con la città di Groningen, vantò di avere redatto un piano energetico per raggiungere la soglia ‘zero-emissioni’. Ma il primo posto spetta all’Regno Unito, spiega infatti Monica Salvia –una delle due ricercatrici italiane-, “il 93% delle 30 città analizzate (nel Regno Unito) ha un piano di mitigazione, contro l’80% di quelle olandesi e tedesche, il 56% di quelle italiane e il 43% delle città francesi. Anche per quanto riguarda l’adattamento, si distingue la Gran Bretagna con 24 città, contro 13 su 40 città tedesche e 5 su 26 spagnole. In Italia, su 32 analizzate, solo Padova vanta un piano di adattamento”.Il quadro italiano infatti risulta modesto. A Torino il Piano d’Azione del 2010 per ridurre le emissioni del 40%, a Brescia il Piano Energetico Comunale del 2002 per raggiungere il 28%, a Roma invece si è fermi ancora a soglia 6,5% con il piano d’Azione per Kyoto del 2004. Meglio Firenze, Genova, Milano, Verona e molte altre che sono a soglia 20%.

E’ la prima volta che uno studio su questo tema si svolge “non su autovalutazioni ma su documenti programmatici e di pianificazione realmente adottati”. Un primo passo per monitorare il reale attivismo dell’Europa per far fronte ai cambiamenti climatici. Tuttavia lo studio prevede che nonostante gli sforzi di alcune città europee la soglia complessiva che l’area Ue riuscirà a raggiungere sarà pari o quasi al 27%, una cifra di gran lunga più modesta dell’80% auspicato dall’Energy Roadmap.

Veronica Pavoni

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