Rieccolo. Il "Cavaliere VI", il ritorno di Silvio | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Rieccolo. Il “Cavaliere VI”, il ritorno di Silvio

Secondo alcune indiscrezioni di questa mattina, poi confermate, sarà Silvio Berlusconi il prossimo candidato del Pdl alle prossime elezioni. In molti forse lo hanno dato troppo presto per finito, e invece il Cavaliere si proporrà per la sesta volta alla guida del Paese. Ma il ritorno sulla scena di Berlusconi era davvero così inaspettato?

Marco Travaglio, noto giornalista che ha costruito parte del suo meritato successo cercando di analizzare i coni d’ombra che hanno sempre circondato Silvio Berlusconi, alla notizia del ritorno in campo del Cavaliere nel 2013 ha commentato, comprensibilmente, di non essere sorpreso. Non posso dargli torto dal momento che la sua uscita improvvisa di scena ha sempre lasciato una finestra aperta a un futuro ritorno. Il Cavaliere si è sfilato sul finire del 2011, travolto dagli scandali e ridicolizzato dal mondo, consapevole che non avrebbe potuto in alcun modo reggere ai tagli terrificanti e alla protesta sociale che ne sarebbe derivata. Da qui la sua decisione di farsi da parte, lasciando la patata bollente ai tecnici e la leadership del suo amato Pdl ad Angelino Alfano. Ma si sa, i sondaggi parlano chiaro, e il Pdl senza il suo indiscusso e storico leader è partito ormai moribondo. Sarà la consapevolezza della fine di un progetto lungo 19 anni, sarà la voglia di rimettersi nuovamente in discussione, ma alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di tornare in campo, e ad annunciarlo è stato proprio Angelino Alfano. Io personalmente ho sempre saputo che il Cavaliere sarebbe tornato, troppi processi ancora sul groppone, troppa voglia di essere ancora una volta lui, il capo, per la sesta volta. Evidentemente Silvio si deve essere convinto che con la sua discesa in campo in prima fila il Pdl possa raggiungere anche il 30%, ottimismo immotivato o solo cinico realismo? Sentire i commenti dei politici poi, mi spaventa ulteriormente, facendomi intuire che forse, ancora una volta, Berlusconi potrebbe aver scelto il momento giusto per ributtarsi nella mischia. Così Casini ha citato persino Pascoli “C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico”, dimenticandosi che nel 1994 lui era sceso in campo affianco al Cavaliere di Arcore, allora il baronetto rampante della destra, alleato della Lega giustizialista e dei neofascisti di Fini. Forse è stato Di  Pietro, con il suo consueto acume, ad aver davvero centrato il cuore della questione: “Berlusconi scende di nuovo in campo perchè ha ancora dei problemi da risolvere”, e l’allusione ai suoi problemi giudiziari è sin troppo chiara. No, l’ennesima discesa in campo di Berlusconi non è da sottovalutare, non lo è perchè gli italiani sono stati permeati da vent’anni di berlusconismo, e hanno subito un cambiamento di valori culturale rapido e devastante. Il linguaggio di chi ha creato e causato tutto questo, il Cavaliere, è facilmente comprensibile dagli italiani, che in questo periodo di crisi e disperazione potrebbero anche scegliere di affidare il loro destino ancora una volta proprio a lui, quello che ha trascinato l’Italia nel baratro, distruggendo tutto quello che si poteva distruggere. Nel ventennio di berlusconismo in Italia tutto è cambiato in peggio, a cominciare dalle persone, oggi individualiste e molto più vuote e superficiali di vent’anni prima. Un’Italia che si fa beffa delle istituzioni e insegna a godersela a tutti i costi, alla faccia degli altri, che sono tristi e sfigati. Così, con l’Italia che sembra sempre di più un vascello in alto mare, con quasi un giovane su due senza lavoro, potrebbe essere ancora una volta il Cavaliere a dover prendere le decisioni per traghettare il Paese. Una cosa posso dirla mentre  al pensiero un brivido mi percorre la schiena, forse come capitano sarebbe persino meglio Schettino.

D.C.

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