Rieleggere Dilma perché il Brasile proceda con altri cambiamentiTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Rieleggere Dilma perché il Brasile proceda con altri cambiamenti

Si è svolta tra il 6 e l’8 giugno un’importante sessione del Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile, in cui è stato assicurato l’appoggio del partito a Dilma Rousseff in vista delle elezioni presidenziali. Di seguito il testo della risoluzione approvata.

Fonte: Marx21.it

Alla vigilia delle convenzioni di partito e della Coppa del Mondo di Calcio, il Brasile vive, allo stesso tempo, giorni di intenso dibattito politico sulle elezioni che decideranno del suo futuro e la crescente aspettativa per l’inizio del più rilevante evento sportivo del pianeta. In questo contesto l’opposizione ha cominciato il suo “campionato” e in combinazione con i grandi veicoli di comunicazione nazionali ed anche stranieri, politicizza la Coppa nel modo peggiore possibile: Operano per far si che il Brasile fallisca come paese-sede di questo mega-evento e negano gli importanti progressi economici, sociali e sportivi che il paese ha già ottenuto e ciò che vi è associato.

Arrivato il momento delle decisioni, il PCdoB riafferma la sua valutazione in merito alle grandi realizzazioni che sono state attuate nel periodo 2003-2014, con i governi di Lula e Dilma, ed esprime anche la certezza che nei prossimi quattro anni il paese potrà, in migliori condizioni, superare vecchi ostacoli e affrontare una nuova fase di sviluppo, con maggiori cambiamenti e la realizzazione di riforme strutturali democratiche – il che si tradurrà in conquiste ancora maggiori per la Nazione e i lavoratori. Unita in queste convinzioni, la direzione nazionale del PCdoB decide di avanzare alla sua Convenzione Nazionale la proposta di appoggio alla candidatura alla Presidenza della Repubblica di Dilma Rousseff, del Partito dei Lavoratori del Brasile.

Nell’assumere questa decisione, il PCdoB presenta le ragioni che la motivano. Sono ragioni e argomenti che il Partito ha reso pubblici dal suo 13° Congresso, realizzato nel novembre dell’anno scorso, e attualizzati nel corso della lotta politica di quest’anno.

Ciò che è in gioco è il destino del Brasile: avanzare o indietreggiare!

Quanto più si avvicinano le elezioni di ottobre, più nitido appare il bivio politico in cui si trova il paese. Continuare ad andare avanti – a passi rapidi procedendo con ulteriori mutamenti e preservando le conquiste degli ultimi 11 anni -, o retrocedere, tornare indietro, con il ritorno dell’opposizione conservatrice che esercitando il potere, negli anni 1990, ha governato contro il popolo, ha ristretto la democrazia e ha degradato la sovranità del paese.

A questo punto del confronto, nell’ambito delle opposizioni, l’oligarchia finanziaria e il campo più conservatore delle classi dominanti si apprestano a scegliere Aécio Neves come loro candidato prediletto. Egli fa di tutto per consolidare il suo ruolo di prescelto delle forze conservatrici e, nel farlo, si smaschera. Per non lasciare dubbi su ciò che rappresenta, ha resuscitato nella scena politica l’ex presidente Fernando Henrique Cardoso, come padrino della sua candidatura. La squadra del suo piano di governo aggrega due teorici del neoliberismo e eminenti esecutori degli ordini dei potentati. Il candidato della destra, Aécio Neves, dice ai banchieri che è pronto ad adottare ricette amare, “impopolari”, la cui lettura non può essere diversa dai tagli nei diritti e nelle conquiste del popolo. L’alternativa programmatica che annuncia, ora camuffata e riadattata per i giorni attuali, è la vecchia ricetta neoliberale che è stata sconfitta nel mondo e in Brasile.

Dilma, la leadership capace di condurre il Brasile a una nuova fase dello sviluppo

Il Brasile, sotto la presidenza di Dilma Rousseff ha saputo affrontare gli impatti negativi della crisi del capitalismo. Crisi che ha fatto retrocedere l’economia mondiale e ha provocato disoccupazione e taglio dei diritti sociali nel resto del mondo. La presidente, da un lato, combatte la crisi senza penalizzare i lavoratori e senza ricorrere a politiche che riducano milioni in miseria – anzi, il Brasile è prossimo a sradicare l’estrema povertà. D’altro lato, adotta una politica di investimenti pubblici e di partnership con il capitale privato per espandere la produzione di energia e migliorare l’infrastruttura logistica, cercando, così, di elevare la crescita economica. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9% nel 2013, e secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), scenderà ancora nel 2015. La politica di aumento reale del salario minimo, che per i settori dell’opposizione è irresponsabile, ha rappresentato un’importante leva per la valorizzazione del lavoro e la riduzione delle disuguaglianze sociali.

La presidente Dilma, nelle manifestazioni del giugno 2013, ha dimostrato il suo impegno ad ampliare la democrazia, e nella pratica ha dimostrato quanto valore attribuisca ai movimenti sociali, difendendo l’importanza del protagonismo popolare e cercando di venire incontro alle loro aspirazioni.

Ancora recentemente, ha normato per decreto la Politica Nazionale di Partecipazione Sociale, consolidando la partecipazione sociale come metodo di governo e rafforzando istanze come i consigli, le conferenze, le consulte pubbliche e persino ambienti virtuali di partecipazione sociale. Contrariamente alla richiesta che sale dalle strade di maggiore democrazia, l’opposizione rivela ancora una volta la sua essenza autoritaria dandosi da fare per annullare la corretta e avanzata iniziativa della presidente Dilma.

Negli ultimi quattro anni, il Brasile ha rafforzato la sua sovranità, puntando sull’integrazione latinoamericana e dei Caraibi e sulla creazione di un polo contro-egemonico all’imperialismo statunitense. Nel prossimo mese di luglio, a Fortaleza, la presidente sarà l’anfitrione dell’importante riunione del Vertice del gruppo dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Queste realizzazioni si sono ottenute con un governo sotto il bombardamento serrato e costante da parte del consorzio dell’opposizione costituito dalle forze conservatrici, dall’oligarchia finanziaria e dai grandi gruppi della comunicazione. In tal modo, la presidente Dilma Rousseff emerge alla fine del suo mandato e si lancia verso la sua rielezione, con autorità rafforzata; ha il sostegno annunciato da parte di rappresentative componenti di un ampio spettro politico che va dalla sinistra al centro; e, inoltre, è una leader rispettata dai movimenti sociali e stimata dal popolo. Ha dimostrato, in difficili circostanze, la fibra e la competenza della donna brasiliana. Dilma, pertanto, si presenta come una leader capace di rinnovare la speranza e condurre il Brasile a una nuova tappa dello sviluppo con maggiori cambiamenti e conquiste.

Una campagna con un programma avanzato e il protagonismo del popolo e della sinistra

L’opposizione conservatrice, respinta dal popolo in tre elezioni consecutive e di fronte a una probabile quarta sconfitta, alimentata dai grandi media, disprezza il dibattito programmatico e parte lancia in resta. La campagna per la successione presidenziale, perciò, proseguirà in un clima di feroce scontro politico e sociale. Il PCdoB è convinto della quarta vittoria del popolo, della rielezione della presidente Dilma, ma rileva che la vittoria si conquista battaglia dopo battaglia, mossa dopo mossa, e in questa fase evidenzia l’ampiezza della coalizione che è in fase di consolidamento; la necessaria valorizzazione del ruolo della sinistra e dei movimenti sociali; e il programma avanzato di governo per la campagna per la rielezione della presidente.

Il PCdoB sostiene che la campagna per la rielezione della presidente deve trasformarsi in una grande mobilitazione nazionale che forgi una nuova maggioranza politica e sociale attorno a un programma avanzato. Secondo il PCdoB l’asse strutturante di questo programma deve essere la realizzazione di riforme strutturali democratiche. Con questa direttrice, il PCdoB si appresta ad approvare nella sua Convenzione un elenco di idee e proposte per il programma di governo della nostra candidata.

Tra le riforme strutturali democratiche, quattro, attualmente, assumono rilievo: la riforma politica democratica che elevi la partecipazione del popolo nella politica, rafforzi i partiti e combatta l’influenza del potere economico e finanziario nelle campagne; la democratizzazione dell’apparato mediatico monopolista che garantisca alla società l’effettivo diritto a una comunicazione plurale, con piena libertà di espressione, oggi soffocata dai monopoli; una riforma urbana che dia risposte alla crisi nelle città, soprattutto per la mobilità urbana, la sicurezza e le case popolari; e una riforma tributaria progressiva, che tassi maggiormente le fortune, le rendite e allievi il carico fiscale alla produzione e al lavoro. Per l’importanza della riforma politica democratica, il PCdoB propone alle forze popolari e progressiste la creazione di un patto attorno a punti che allarghino e perfezionino la democrazia.

Per il PCdoB, oltre alla realizzazione delle riforme, è imprescindibile adottare una politica macroeconomica che contribuisca ad aumentare gli investimenti e ad elevare la produttività dell’economia, favorendo anche il rinvigorimento dell’industria brasiliana. Tali cambiamenti sono indispensabili perché il paese abbia una crescita robusta e duratura, con maggiore produzione di ricchezza, condizione indispensabile per maggiore progresso sociale e maggiore valorizzazione del lavoro. Il progetto per una nuova fase richiede anche di integrare il paese sul piano nazionale, riducendo le disuguaglianze regionali, implementando una forte infrastruttura energetica e logistica e alternative economiche sostenibili.

Le convenzioni: la corsa per il successo del progetto elettorale del PCdoB

Infine, la direzione nazionale del PCdoB fa appello a tutti i suoi dirigenti e al collettivo militante perché, appoggiandosi sul popolo e sulla rete degli amici della nostra formazione, rafforzino su tutti i fronti di iniziativa il lavoro per la vittoria del progetto elettorale dei comunisti. Le convenzioni devono stimolare un vigoroso sforzo per ottenere sostegno alle nostre candidature. Il rafforzamento della sinistra brasiliana, condizione per l’avanzata dei cambiamenti, richiede necessariamente un PCdoB più forte, alla testa dei governi statali, come nel caso del governo di Maranhao, e con un gruppo parlamentare più numeroso nella Camera dei Deputati, nel Senato Federale e nelle Assemblee Legislative.

Risoluzione del Comitato Centrale
del Partito Comunista del Brasile-PCdoB
da www.vermelho.org.br
Traduzione di Marx21.it – See more at: http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/24207-rieleggere-dilma-perche-il-brasile-proceda-con-altri-cambiamenti.html#sthash.RmEMUdIc.dpuf

San Paolo, 8 giugno 2014
Il Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile-PCdoB

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