Riflessioni sul comunismo del XXI secoloTribuno del Popolo
venerdì , 24 novembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Riflessioni sul comunismo del XXI secolo

Si parla da tempo del “comunismo” come di una ideologia del passato, oppure come di una “tendenza culturale”, oppure ancora come una parentesi da rimuovere dell’umanità. Noi, ovviamente non la pensiamo così..

Photo Credit

Cos’è il comunismo?  Domanda impegnativa cui non ci arroghiamo il diritto di rispondere; sarebbe del resto troppo complesso anche solo provarci in poche righe. Proviamo però a fare una cosa diversa, a spiegare cosa rappresenta per noi il comunismo oggi, nel XXI secolo, all’interno della più clamorosa crisi sistemica del capitalismo. A ben pensarci è una domanda che abbiamo lasciato troppo spesso da parte, come se la risposta fosse scontata, lasciando così inaridire la capacità di analisi della società che, al contrario, dovrebbe procedere di pari passo al lavoro politico. Tutte queste però sono riflessioni ampollose, sicuramente interessanti, ma che riescono poco o nulla a interessare le masse popolari, almeno in Italia e in generale in tutto l’Occidente. Occorre ricominciare a fare quello che un tempo era normalità e veniva anche semplice, ovvero spiegare in poche parole che cosa intendiamo per comunismo. Le masse oggi sono completamente differenti culturalmente e socialmente da quelle di qualche decennio fa, quando quelle risposte funzionavano in quanto aderenti alla realtà e scaturite da un gravido incontro con essa. Proviamoci dunque:

-Il comunismo ha rappresentato un’ideologia di riscatto sociale potentissima per tutto il XX secolo, conseguendo risultati straordinari nell’avanzamento dei diritti civili e sociali in tutto il mondo e contribuendo in modo indiscutibile all’affrancamento della donna e alla liberazione del Terzo Mondo, senza dimenticare la storica vittoria contro il nazifascismo.

-Esattamente come il capitalismo e come tutti i sistemi economici e sociali dell’uomo anche il comunismo ha fallito in determinate circostanze ma proprio come non avrebbe senso condannare il capitalismo per delle singole esperienze, così anche il liquidare tout court un’ideologia capace di muovere miliardi di persone come una parentesi fallimentare del passato ci sembra assolutamente sbagliato. Le cose vanno giudicate nel loro insieme, anche perchè il progresso dell’umanità si potrebbe valutare anche con parametri differenti da quelli scelti dal capitalismo, rovesciando quindi il giudizio.

-Per comunismo possiamo intendere oggi un’idea che si prepone di sostituire al sistema capitalistico un sistema che scientificamente analizzi la società e l’ambiente in modo da attuare manovre tese a realizzare il progresso della società con un’equa redistribuzione delle risorse e con la rimozione di qualsiasi ostacolo che impedisca agli esseri umani di godere dei loro diritti.

-Partendo dal presupposto che lo sfruttamento o il “merito” di un essere umano sono determinati dal “caso”, ovvero dal contesto in cui una persona nasce, dalle condizioni familiari, dagli studi effettuati, per comunismo intendiamo quel movimento che si prepone di garantire tutti gli esseri umani dall’arbitrio del caso in modo da permettere a tutti di riuscire a realizzare quelle che sono le proprie capacità.

- Per comunismo possiamo anche intendere quel movimento orientato al superamento del capitalismo e che si prepone di costruire un sistema nel quale tutti sono ugualmente in possesso dei mezzi di produzione e il cui sfruttamento è deciso in base a regole comuni ben precise in grado di stabilire ciò che è negli interessi del progresso comune.

Questi sono solo dei tentativi, per riuscire a rendere nuovamente attrattivo il pensiero comunista bisognerà riuscire a saperlo definire in modo finalmente moderno e attuale.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top