Ritorno della "Milano da bere"Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Ritorno della “Milano da bere”

Arresti in mattinata per il vice-sindaco e un assessore del comune di Cologno Monzese, Milano. Una vicenda che scuote le poltrone dell’attuale amministrazione comunale.

Fonte: Oltremedianews

Sembra sia tornata la “Milano da bere”, ma questa volta a cambiare non sono solo i personaggi ma anche l’importanza della carica che essi ricoprono. Un altro cambiamento è quello geografico, il luogo si trova a qualche chilometro da Milano:Cologno Monzese. Una vicenda che ha fatto emergere la complicità tra amministratori comunali, accusati di corruzione ed imprenditori privi di scrupoli, pur di ottenere i loro illeciti scopi.

Nelle prime ore di questa mattina sono stati eseguiti i provvedimenti cautelari emessi dall’Autorità Giudiziaria, per acquisire in Comune, a Cologno, la documentazione relativa al bando e soprattutto le buste presentate dalle società contenenti le offerte tecniche ed economiche.

L’indagine Clean City, che lo scorso dicembre aveva svelato l’esistenza di un collaudato sistema corruttivo per ottenereappalti pubblici grazie al pagamento di tangenti, con protagonista l’IMPRESA SANGALLI di Monza, si arricchisce di un nuovo capitolo.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano, coordinati dai Pubblici Ministeri Salvatore Bellomo, Manuela Massenz e Giulia Rizzo della Procura di Monza, stanno indagando su una tangente di 300 mila euro. Il prezzo per affidare alla Sangalli l’appalto del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del Comune di Cologno Monzese (MI), per un valore di oltre28 milioni di euro.

Sono stati raggiunti da un ordine di carcerazione, firmato dal GIP del Tribunale di Monza - Claudio Tranquillo -, Raffaele Cantalupo, vicesindaco ed assessore all’ambiente del Comune di Cologno Monzese e l’assessore all’edilizia privata e pubblica, Maurizio Diaco. 
Per loro l’accusa è pesante: aver ricevuto dai Sangalli una mazzetta di 50 mila euro, quale acconto dei 300 mila pattuiti, per favorire l’impresa monzese nell’affidamento dell’appalto.

Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Michele De Girolamo di Area sud Milano Spa, attuale affidataria del servizio di igiene urbana a Cologno e Fortunato Deleidi, dipendente della Sangalli. Coinvolta anche la San Germano Srl di Pianezza (TO), azienda che opera in diversi comuni della Brianza. A tutti viene contestato di essere complici del vice sindaco Cantalupodell’assessore Diaco e di Giorgio Sangalli, in un preciso, illecito piano: fare in modo di annullare la gara per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti bandito dal Comune di Cologno Monzese, in quanto non remunerativa, indirne una nuova, per un valore superiore, favorendo la vittoria della Sangalli.

Una svolta decisiva, successivamente ad una denuncia su presunte irregolarità per l’assegnazione di servizi, si è avuta quando Giorgio Sangalli, ormai alle strette, ha deciso di collaborare con gli inquirenti, confessando di aver pagato una tangente al vice sindaco Cantalupo, per assicurarsi l’appalto. A quel punto il fascicolo è confluito in quello già aperto, relativo all’operazione Clean City e le indagini sono state affidate ai finanzieri del Gruppo Monza.
In meno di due mesi di intensa attività investigativa, attraverso numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, diversi servizi di pedinamento ed appostamento, registrazione filmata di incontri, indagini bancarie e documentali, è stato possibile fare luce sull’intero iter amministrativo dell’appalto incriminato, trovare i riscontri alle dichiarazioni accusatorie dei Sangalli ed individuare il ruolo e le responsabilità delle persone coinvolte.

Sono stati ricostruiti tutti gli incontri avvenuti nel tempo tra il vice sindaco Cantalupo, l’assessore Diaco, Giorgio e Giancarlo Sangalli, serviti a pianificare, nei dettagli, la strategia per truccare la procedura di gara. E’ stato individuato il giorno ed il luogo dove è avvenuta la consegna dei 50 mila euro in contanti al vicesindaco. Sono state trovate le prove per sostenere che la Sangermani si era prestata, per conto della Sangalli – che non doveva figurare – a promuovere un ricorso sul bando di gara. In questo modo l’Amministrazione comunale di Cologno ha potuto annullare la procedura, per indirne una nuova.

Scoperte anche le modalità che avrebbero permesso alla Sangalli di vincere la nuova gara. Questa volta la turbativa non sarebbe avvenuta con il solito bando “cucito” su misura, per sbaragliare la concorrenza, ma attraverso il suggerimento di ben specifiche migliorie da inserire nell’offerta tecnica. Così, all’apertura delle buste, la società di Monza avrebbe avuto un punteggio più alto rispetto alle altre aziende. In quest’ultimo contesto investigativo avrebbero avuto parte attiva e sono indagati oltre al vicesindaco Cantalupo, anche Michele De Girolamo della società Area Sud Milano e Fortunato Deleidi, dipendente e consulente della Sangalli.

Nicola Gesualdo

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Un commento

  1. Gli epigoni della Milano da bere vogliono creare ora una Città d’acqua buttandola all’aria per riesumare i navigli. Non beviamola!

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