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lunedì , 27 marzo 2017
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Rivoluzionare la Borsa

Monte dei Paschi di Siena, Saipem, Eni, Finmeccanica: nelle ultime settimane le notizie principali sulle nostre società quotate non le abbiamo trovate nelle pagine economiche dei giornali, ma in cronaca giudiziaria.

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Fonte: Rivoluzionecivile.it

Decisamente un bel biglietto da visita dell’Italia per attrarre gli investimenti esteri. Dei quali ci si ricorda soltanto quando si tratta di usarli come pretesto per ridurre salari e diritti di chi lavora: ma come è noto quest’anno, dopo la manomissione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, gli investimenti esteri in Italia sono diminuiti e non aumentati. I problemi e le colpe che questi scandali denunciano sono molti.

C’è un’evidente irresponsabilità politica: ad esempio da parte di Monti, che non ha imposto al presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, le dimissioni già mesi fa, quando ha ricevuto un avviso di garanzia. Alle dimissioni si è giunti, ma soltanto ad arresto avvenuto.

C’è un problema di lottizzazione partitica. Negli atti processuali si trova un riferimento esplicito al fatto che Orsi era stato nominato in quota Lega nord. Ancora una volta, il sistema di lottizzazione partitica delle cariche nelle società a partecipazione pubblica manifesta il suo carattere vergognoso e le sue conseguenze disastrose. Per risolvere questi problemi occorre un ricambio della classe dirigente di questo Paese. Rivoluzione Civile nasce per questo.

C’è anche un problema che riguarda le nostre leggi. Che vanno migliorate. Rivoluzione Civile propone tre provvedimenti di riforma della normativa che disciplina le società quotate e chi vigila su di esse. Provvedimenti tanto semplici da attuare quanto importanti nei loro effetti:

1. Va vietato per legge che chi è stato condannato in via definitiva per reati societari possa ricoprire la carica di amministratore delegato o presidente di una società quotata. Oggi questo divieto esiste solo per le banche. Il presidente dell’ENI, Paolo Scaroni, oggi indagato per presunte tangenti pagate in Algeria, era già stato condannato per corruzione nel 1996, con patteggiamento della pena, per tangenti pagate al Psi quando era amministratore delegato di Techint.

2. Va introdotto l’obbligo del possesso dei requisiti di professionalità per gli amministratori di tutte le società quotate. Oggi la legge prevede quest’obbligo soltanto per banche e assicurazioni. La professionalità è uno dei prerequisiti anche dell’indipendenza di un amministratore, e deve essere richiesta per tutte le società quotate. In assenza di questo, i consigli di amministrazione delle società quotate continueranno a essere spudorata merce di scambio per favori ricevuti.

3. Per rafforzare l’indipendenza della Consob, l’Autorità che vigila sulle società quotate, è essenzialeimpedire che i suoi membri possano essere scelti tra coloro che ricoprono, o hanno ricoperto in un periodo precedente la nomina, cariche parlamentari o di governo. Lo stesso deve valere per tutte le altre Authority. Precisamente il contrario è avvenuto nel caso dell’attuale presidente Consob, Giuseppe Vegas. Il quale era parlamentare e addirittura sottosegretario del Ministero dell’Economia e Finanze quando fu nominato a presiedere la Consob (riuscì nella prodezza di votare una fiducia al governo anche dopo essere stato nominato presidente della Consob). È ovvio che tutto questo contrasta nel modo più stridente con l’indipendenza che le Authority dovrebbero possedere anche nei confronti del potere politico.

Si tratta di modifiche molto puntuali alla normativa. Non richiedono un riordino generale e sono semplici da introdurre. Tanto semplici che ci si domanda perché non siano state già introdotte nell’ordinamento.Già: perché, secondo voi?

Vladimiro Giacché

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