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martedì , 24 gennaio 2017
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Rivoluzionare le grandi opere

Oltre l’80% dei comuni italiani è ad alto rischio idrogeologico. Dal 1960 ad oggi più di 4000 persone sono morte per eventi legati a calamità naturali: disastri che si potevano, in parte, evitare attraverso adeguate infrastrutture di contenimento e manutenzione.

NO TAV: POLIZIA SGOMBERA BLOCCO SULLA A32

Rivoluzionare le grandi opere significa rendersi conto che, in un territorio come il nostro, la priorità non è certo costruire cattedrali nel deserto come il Ponte sullo Stretto di Messina o la TAV, ma, al contrario, monitorare il Paese e prevenire i pericoli del dissesto. Eventi come l’alluvione in Maremma e in Liguria del 2012, quella alle Cinque Terre e a Genova del 2011, l’alluvione di Messina del 2009 e quella di Sarno e Quindici del 1998 non devono più ripetersi, per questo è necessario ed urgente avviare una seria ed efficace politica di tutela ambientale, basata sulla prevenzione.Aprire migliaia di piccoli cantieri per la messa in sicurezza del territorio avrebbe anche il merito di dare lavoro a decine di migliaia di persone: secondo i calcoli dell’Anbi (Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari) 47mila nuovi posti di lavoro verrebbero creati attraverso un piano di piccole opere che costerebbe circa 4,1 miliardi. Si tratta di una cifra che si ammortizzerebbe velocemente se consideriamo che il danno economico provocato da terremoti, alluvioni e altri eventi catastrofici ammonta, solo negli ultimi 3 anni, a circa 20 miliardi di euro.

costi delle grandi opere, in termini ambientali e di peso sul debito pubblico, sono decisamente superiori rispetto ai benefici che ne deriverebbero. Solo il traforo di base della TAV peserebbe sull’Italia per circa 13,4 miliardi di euro: su per giù il valore dell’iniqua riforma Fornero delle pensioni. Quanto al Ponte sullo Stretto di Messina, la faraonica opera costerebbe ai contribuenti altri 8,5 miliardi di euro: la stessa Unione Europea, nel 2011, ha tolto il progetto dalla lista delle priorità, chiudendo la porta a ogni ipotesi di co-finanziamento. Nonostante questo, il governo Monti ha recentemente riattivato le procedure per il Ponte, prorogando di altri due anni i termini per l’approvazione e per la verifica di fattibilità. In poche parole, l’esecutivo Monti, che il 3 dicembre ha confermato anche gli impegni italiani sulla TAV, si è caratterizzato come il governo delle grandi opere inutili.

Rivoluzione Civile vuole rivoluzionare questo comparto della spesa pubblica: quello che serve all’Italia non sono poche, grandi opere che facciano un favore alle lobby delle costruzioni e del cemento, ma tante piccole opere che rimettano in sesto il paese, evitando di attivare codice rosso ogni volta che cadono due gocce di pioggia in più: impensabile in un paese avanzato e civile come l’Italia.

Fonte: Rivoluzionecivile.it

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  1. Condivido che nei progetti, grandi o pioccoli che siano, debba essere posta la massima attenzione all’impatto ambientale, al punto che qualora l’impatto risultasse eccessivo, è giusto rinunciare al progetto stesso, e questo potrebbe essere il caso del progetto TAV in Val di Susa.
    Questo caso particolare però non deve essere generalizzato e dire che la TAV nel resto d’Italia sia un opera inutile.
    è una infrastruttura indispensabile, utilissima per il sistema paese. è il metodo di trasporto delle persone più ecologico in assoluto, ha il livello di gran lunga più basso di consumo di energia per ogni viaggiatore, non inquina, crea poco rumore, ha impatto infrastrutturale contenuto rispetto alle altre infrastutture (autostrade e supestrade aeroporti), è veloce, sicuro, comodo e, se la politica volesse, potrebbe essere accessibile a tutti.

    Ingroia che mezzo usa per spostarsi ? Spero usi il treno, ed il treno AV è la migliore risposta sotto tutti gli aspetti, soprattutto ecologici ed economici per soddisfare la necessità di trasporto delle persone.
    Val di Susa a parte, completare la rete AV in Italia, cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale, non è fare cattredali nel deserto, ma offrire al popolo un’infrastruttura indispensabile che rende dinamico il nostro paese, con il minimo impatto ambientale possibile. L’alternativa, come vediamo ogni giorno, è l’autostrada !!!le linee AV consentono di liberare le altre linee ferroviarie che possono veramente togliere tanti mezzi costosi ed inquinanti dalle autostrade.

    Chiarite questo aspetto, è troppo importante, con queste dichiarazioni, rischiate di perdere molti più voti di quanti pensate di prenderne, oggi la maggior parte delle persone utilizza con soddisfazione treni AV e non credo che voglia tornare all’autostrada o ad impiegare 8 ore per fare Roma – Milano. Semmai si chiede di abbassarne i prezzi.

    Cordiali saluti.

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