Rivoluzione Civile e il fuoco di sbarramento | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Rivoluzione Civile e il fuoco di sbarramento

L’Espresso ha sparato ad alzo zero su Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia accusandolo di aver riciclato i vecchi politici. Da che pulpito, verrebbe da dire, dopo che girano alcune voci attendibili che parlano di un abbraccio mortale tra Pd e Monti dopo le elezioni.

Antonio Ingroia presenta il manifesto "Io ci sto"

Cristina Cucciniello, rampante firma de “L’Espresso” ha pensato bene di attaccare a gamba tesa Rivoluzione Civile, lista elettorale “colpevole” di esistere, colpevole di osare presentarsi alle elezioni alla sinistra del Pd. Uno degli intenti del movimento di Antonio Ingroia era quello di realizzare un’alleanza tra la società civile e i partiti, solo che i tiratori scelti dell’Espresso non hanno perdonato a Rivoluzione Civile il “passo indietro” di alcuni intellettuali e di alcuni esponenti proprio di quella società civile da cui Ingroia ha attinto a piene mani per innervare il suo movimento di forze vive provenienti dalla società reale. Alla fine Ingroia ha aperto la porte anche ai politici di professione, vedi Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Bonelli e Antonio Di Pietro, forte dell’adesione convinta che il suo movimento ha ricevuto dai rispettivi partiti (Prc, Pdci, Verdi e Idv). Secondo l’Espresso insomma,Ingroia avrebbe tradito non si sa chi candidando dei politici, come se invece nelle altre liste i politici fossero assenti, come se Diliberto e Ferrero abbiano scandali sul groppone da farsi perdonare. Semmai i due segretari comunisti vengono da cinque anni fuori dalle istituzioni, e tutto si può dir loro tranne che siano responsabili del tracollo che ha colpito la politica negli ultimi anni. Ma tant’è,ogni pretesto è buono per strumentalizzare, per oscurare e denigrare gli avversari politici. Così il fatto che alcuni personaggi come Malerba del Popolo Viola abbiano mollato la Rivoluzione Civile per la presenza dei politici viene enfatizzato, ignorando che il Popolo Viola è un movimento che è ben poca cosa rispetto ai partiti stessi che, a dispetto di quanto pensano nella redazione nell’Espresso, non sono uno stuolo di stipendiati di Diliberto e Ferrero, bensì di militanti che, proprio come i ragazzi dei movimenti, si incontrano e fanno politica nei territori GRATIS, una parola che forse non viene masticata molto negli uffici e nelle redazioni del centrosinistra. E se poi fossero vero alcune voci che circolano su possibili accordi post-elettorali Pd-Monti, ecco che accusare di politicismo Rivoluzione Civile diventa quantomeno grottesco. Suggeriamo, ovviamente dal basso della nostra modestia, alla Cucciniello, di concentrare i suoi strali nei confronti di chi, nel Pd, si appresta a chiedere voti al centrosinistra per appoggiare politiche molto vicine alle ricette-Monti che hanno contribuito a portare l’Italia in ginocchio. Monti sì, forse lui qualche responsabilità ce l’ha. Ci spieghi la Cucciniello che male hanno fatto all’Italia Oliviero Diliberto, che nel 2008 ha rinunciato a candidarsi a favore di un operaio della Thyssen, e gli altri “politici”, e pensi poi a Walter Veltroni e a Gianni Letta…Ma in modo responsabile, noi che come Tribuno abbiam deciso di appoggiare la Rivoluzione Civile, non vogliamo attaccare il Pd. Avremmo sperato di poterlo aiutare contro la destra di Berlusconi e Monti, ma non ce lo ha permesso. Ora almeno, tacciano.

Il Tribuno

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