Rivoluzione Civile e Sel dicono "no" alla guerra al Mali. E il Pd? | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Rivoluzione Civile e Sel dicono “no” alla guerra al Mali. E il Pd?

Dopo che il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha fatto sapere a Parigi di voler appoggiare l’intervento militare in Mali, Ingroia della Rivoluzione Civile e Migliore di Sel hanno voluto prendere le distanze. Ma il Pd? 
MALI-FRANCE-CONFLICT
Grave la decisione del Governo di appoggiare l’intervento militare francese in Mali. Rivoluzione Civile vuole che l’Italia si impegni per fermare la guerra e non per alimentarla, per portare soccorso alle popolazioni coinvolte e difendere i diritti umani”. Lo ha sottolineato il candidato leader della lista Rivoluzione civile Antonio Ingroia, che ha poi aggiunto: ‘‘nessun Governo e nessun Parlamento possono autorizzare il coinvolgimento dell’Italia in una guerra a poche settimane dalle elezioni. Una simile decisione aprirebbe una grave ferita nella nostra democrazia”. Ingroia e la sua coalizione si sono schierati quindi senza se e senza ma contro la guerra in Mali dichiarata da Hollande, ufficialmente per sgominare le bande di terroristi islamici che minacciano Bamako. Anche Sinistra e Libertà si è unita a questa posizione, ci ha pensato il  responsabile Esteri del partito di Vendola, Gennaro Migliore  che ha detto sì a una convocazione straordinaria del Parlamento e sì agli aiuti umanitari, ma si è detto assolutamente contrario a “scorciatoie interventiste” in Mali. Il Pd invece, che poi è il partito che si è alleato con Sinistra e Libertà in vista delle elezioni del 24 febbraio, non ha detto una parola contro la guerra e si è mostrato completamente allineato alla scelta di Terzi. Anche da questo si vedono le nette differenze tra la “sinistra”, quella vera, e quella che i media vogliono far apparire come sinistra.
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