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lunedì , 29 maggio 2017
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Rivoluzione civile o barbarie

Dopo gli ultimi dati sulla disoccupazione che parlano del 37,1% di giovani che non trova lavoro in Italia, emerge con nettezza l’emergenza che corre il Paese. Il capitalismo, almeno in Occidente, non è riuscito a costruire un futuro migliore ai giovani.

lavoro

Ormai è tempo di bilanci, ed è chiaro che l’iniquità del sistema-Italia si è aggravata nell’ultimo anno anche grazie alle politiche fortemente volute da Mario Monti e dal suo governo. Oggi gli italiani sono più poveri, e non solo, hanno anche perso gran parte dei loro diritti e soprattutto la speranza nel futuro. Gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile parlano del 37,1% dei giovani che non trovano lavoro, la fotografia di un fallimento totale del sistema-Paese, di un fallimento generazionale del capitalismo. Il capitalismo è servito a produrre tonnellate di beni di consumo, dai quali la nostra società ha imparato a far dipendere la felicità, ma quando questa produzione incessante si è inceppata, ecco rompersi la “macchina della felicità”. Così Monti, Fornero e tutta l’allegra compagnia è quasi sbalordita nel vedere che i giovani hanno smesso di correre “al macello” accettando stage gratuiti o mal pagati, sprovvisti di qualsiasi sicurezza sul lavoro. La disperazione non cancella la dignità così molti giovani smettono anche solo di cercarlo, un lavoro, e provano a sopravvivere alla giornata, magari facendo qualche lavoretto in nero, sempre meglio che contribuire con il proprio lavoro ad arricchire persone che non ti lasciano che poche briciole. A Monti, alla Bce, al capitalismo tout court non interessa assolutamente nulla della sorte dei singoli individui, non interessa assolutamente nulla dei diritti e dei servizi. Nella loro estremistica visione del mondo, contano solo i conti, conta solo il mercato, e coloro che sono bravi a leggere il mercato potranno comprarsi i servizi. Gli altri? Bhe non lo dicono apertamente..ma gli altri devono arrangiarsi. Anzi se non ce la facessero, tanto meglio, è il darwinismo sociale del XXI secolo. Senza un ruolo centrale dello Stato nell’organizzazione della produzione e nella panificazione a lungo termine, le cose peggioreranno, e finiremo in un tunnel che ci porterà indietro nel tempo, stracciando via tutti i diritti che i nostri nonni sono riusciti, a seguito di lotte decennali, a ottenere. Per questo motivo crediamo sia giunta l’ora di accusare il capitalismo di essere un sistema ingiusto, incapace di assicurare un futuro alle giovani generazioni, incapace di occuparsi di qualsiasi cosa che non riguardi direttamente i profitti. Dal momento che in Italia, al momento, anche il Pd sembra voler inseguire Monti sul suo terreno, ecco che l’unica alternativa sembra essere la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Con il peggior anno dal Dopoguerra per disoccupazione e consumi, è questo il momento per una scelta di campo, una scelta vera, per cambiare pagina per davvero.

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Nessun commento

  1. Alex Marsaglia

    Darwinismo sociale e razzismo democratico sono inequivocabilmente i due più grandi fallimenti del modello democratico liberale. Dall’800 a oggi la loro concezione di democrazia non è cambiata: elitaria e castale.

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