Rivoluzione dei Cives o barbarie, in Italia come in Europa | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Rivoluzione dei Cives o barbarie, in Italia come in Europa

Incalzano le elezioni politiche in Italia ed emerge lo spettro dell’ingovernabilità. Ecco perchè è necessario oltre che utile votare Rivoluzione Civile per iniziare un vero programma rivoluzionario in Italia come in Europa. 

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Ci vorrebbe una “rivoluzione dei cives”, un cambio di mentalità in grado di mobilitare persone e di creare speranze in vista di un futuro che, almeno per il momento, si presenta fosco e privo di speranze. In Italia si sta andando alle elezioni, e lo si sta facendo in un clima che per i giovani è deprimente, oltre che privo di interesse. Si parla di Imu, ignorando che per il 90% dei giovani questo non è un problema primario dal momento che difficilmente possiedono una casa. Dei loro problemi non si cura nessuno, peccato che anche i giovani siano italiani, europei, cittadini. Ed è per questo, in una crisi in cui i poteri economici sfibrano e isolano i poteri politici, che come ha detto a Torino Antonio Ingroia, che ci vorrebbe una Rivoluzione Civile, intesa non come una rivoluzione composta, ma come una rivolta dei cives nei confronti di una gestione dello Stato che diventa sempre più marcia.  Ed emerge con nettezza come per risolvere realmente i problemi dell’Italia non bisogni ancorarsi a una mentalità provinciale, come invece suggerito dalla Lega Nord e da altri partiti, che vedono nell’uscita dall’Euro la soluzione a ogni male. No, la soluzione sarebbe quella invece di esportare il progetto di una Rivoluzione civile anche in Europa per portare la critica al capitalismo liberista direttamente al suo cuore. Il capitalismo imperante ha pensato di aver ormai disinnescato per sempre idee di sinistra e alternative al capitalismo, per questo già di per sè riuscire a rientrare in Parlamento in Italia rappresenterebbe un grande risultato per tutte quelle forze, comunisti in primis, che sono state espulse dal dibattito politico perchè scomode. Il marxismo è meglio silenziarlo in una fase in cui anche i bambini sarebbero in grado di accorgersi della giustezza delle sue critiche al capitalismo. Si parlasse di Marx, di Stato, di pianificazione in televisione, probabilmente le idee marxiste decollerebbero ancora, ecco perchè nei media esiste una conventio ad escludendum. Un patto di ferro stretto tra oligarchie politiche, poteri forti, affaristi e mercenari della comunicazione per presentare il marxismo come un frutto avvelenato e ormai marciscente del XX secolo. Un patto di ferro estremamente intelligente perchè queste persone rappresentano quelle classi che hanno tratto giovamento dalla diffusione sfrenata del liberismo, per quale motivo dovrebbero lasciare spazio a coloro che annullerebbero i loro privilegi? Questa e altre contraddizioni scorrono sotto superficie,alimentando ulteriormente il fuoco dello sdegno nei confronti di un potere che si distacca ormai dal controllo democratico. Grillo altri non è che uno dei personaggi chiamati a realizzare questo progetto, uno Stato senza Stato, alienato della sua sovranità, uno Stato che ritorna al pre-Stato, con una democrazia dal basso che in realtà altro non è che un orpello teso a denigrare le regole della politica. E in uno Stato senza politica, emergono i dittatori, i demagoghi, quelli che governano come Napoleone III a botte di plebisciti, facendo gli interessi delle banche, delle multinazionali, dei poteri forti. Per questo se la democrazia in Italia fallisce, il caudillo di turno è già pronto coi motori caldi. A meno che non si voglia una vera Rivoluzione dei cives..

d.c.

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