Robert Capa: il fotoreporter della guerraTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Robert Capa: il fotoreporter della guerra

In occasione del settantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati in Italia il Museo di Roma Palazzo Braschi ospita gli scatti del grande fotoreporter Robert Capa nella mostra “Robert Capa in Italia 1943 – 1944”.

Fonte: Oltremedianews

Capa, pseudonimo di Endre Ernő Friedmann, è il fotografo e giornalista di origini ungheresi, che con le sue foto ha documentato i più cruenti conflitti del secolo scorso, un inferno che gli uomini si sono fabbricati da soli: dalla guerra civile spagnola, alla seconda guerra mondiale, dalla guerra sino-giapponese, a quella arabo-israeliana ed infine quella d’Indocina, dove trovò la morte calpestando una mina nel tentativo di uno scatto d’effetto.

La mostra, inoltre, celebra il centesimo anniversario della nascita del fotografo e l’anno culturale Ungheria Italia 2013, e consiste in una selezione di settantotto fotografie, ambientate nel Sud italiano, nel periodo che va dal luglio del 1943 al febbraio del 1944.

Sono scatti che raccontano la storia d’Italia, attraverso i volti dei semplici che hanno vissuto lo sbarco in Sicilia fino all’arrivo degli alleati presso la località di Anzio.

Le prime foto della mostra rappresentano la periferia di Palermo, dove persone in festa si accalcano intorno ai carri armati americani che avanzano. Capa, impulsivo e passionale, ricorda quei momenti nel suo diario, pubblicato con il titolo Slightly out of focus (Leggermente fuori fuoco), edito in Italia da Contrasto nel 2002, commentando: “la jeep che mi ospitava, seguiva i primi carri della seconda divisione corazzata lungo il percorso verso il centro della città. La strada era fiancheggiata da decine di migliaia di siciliani in delirio che agitavano fazzoletti bianchi e bandiere americane fatte in casa con poche stelle e troppe strisce. Avevano tutti un cugino a Brook-a-leen.

Esemplare è lo scatto che raffigura un gruppo di soldati nei pressi della cattedrale di Maria Santissima Assunta a Troina, che, salvi dagli orrori della guerra, consumano un pasto tra le macerie e i fasti architettonico-scultorei della città, memoria di un passato che dovrà risorgere.   Come anche la serie di fotografie relative al funerale delle giovanissime vittime delleQuattro Giornate di Napoli. Che Capa ricorda con queste parole: “Mi tolsi il berretto e presi la macchina fotografica. Puntai l’obiettivo sui volti delle donne distrutte dal  dolore che stringevano in mano le foto dei loro bambini morti. Scattai fino al momento in cui le bare furono portate via. Queste foto sono state la testimonianza piu vera e sincera della vittoria: immagini scattate al semplice funerale di una scuola.” (Leggermente fuori fuoco. Contrasto, 2002)

La mostra è aperta fino al 6 Gennaio 2014 dal martedì alla domenica ore 10.00 – 20.00 (lunedì chiuso). La biglietteria chiude alle 19.00.

La tappa successiva sarà Firenze presso il MNAF Museo Nazionale Alinari della Fotografia dal 10 gennaio al 30 marzo 2014

 Luisa Lupo

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