Roger Waters paragona Israele al nazismo, è polemicaTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Roger Waters paragona Israele al nazismo, è polemica

Roger Waters paragona Israele al nazismo, è polemica

Roger Waters, artista e anchor man dei Pink Floyd, è stato accusato di “antisemitismo” per aver paragonato i crimini di Israele ai danni dei palestinesi a quelli del nazismo nei confronti degli ebrei.

Vi ricordate di Roger Waters? Impossibile dimenticarselo, si tratta dell’artista di punta dei Pink Floyd, probabilmente il miglior gruppo musicale di tutti i tempi.  Waters non è mai stato allineato al sistema, e anche oggi che la sua giovinezza sembra ormai alle spalle, non ha perso il vizio, o meglio la dote, di dire quello che pensa fuori dai denti. Così senza pensarci due volte Waters aveva paragonato  i crimini degli israeliani ai danni dei palestinesi a quelli commessi dai nazisti ai danni degli ebrei. Questo paragone ha ovviamente scatenato un putiferio, con intellettuali, artisti e religiosi che hanno reagito con una rabbia sorda alle parole di Waters, accusandolo di antisemitismo. ”I paralleli con quello che succedeva nel 1930 in Germania sono così clamorosamente evidenti“, ha detto in un’intervista on line in America la scorsa settimana un Waters 70enne, ma ancora combattivo e da anni un noto sostenitore della causa palestinese. Non è la prima volta che viene accusato di essere antisemita, e Waters si è sempre difeso sostenendo di disporre del diritto di sollecitare i colleghi artisti a boicottare Israele. Questa estate è stato criticato per l’utilizzo di un palloncino a forma di porcellino ornato con simboli ebraici, tra cui una stella di David, come una parte degli effetti scenici nei suoi concerti, ma Waters ha replicato sostenendo che si sarebbe trattato solo di uno dei numerosi simboli religiosi e politici utilizzati dello spettacolo, nulla più. Ma in America si sa, la comunità ebraica non ha molto senso dell’umorismo. Lo sa bene il rabbino americano Shmuley Boteach che ha definito il punto di vista di Waters audace e chiaramente antisemita sul New York Observer: “Mr Waters, il nazismo erano un regime genocida che ha ucciso sei milioni di ebrei, se ha l’audacia di confrontare gli ebrei con i mostri che li uccisero lei dimostra di non avere decenza, non avere cuore, non avere un’anima”. Waters però ha concesso un’intervista alla rivista di sinistra CounterPunch nel quale ha aspramente criticato la Casa Bianca per essere influenzata, costantemente dalla macchina della propaganda israeliana. Waters non si è mai fatto problemi a definire  il rabbinato di Israele come “bizzarro” e li ha accusati di pensare che i palestinesi e gli altri arabi in Medio Oriente erano “sub-umani”. A scatenare le proteste comunque ci ha pensato questa frase da lui pronunciata:  Ci sono state molte persone che pretendevano che l’oppressione degli ebrei non era in corso dal 1933 fino al 1946. Quindi questo non è un nuovo scenario. Solo che questa volta è il popolo palestinese ad essere… assassinato. “. Dunque Waters non ha assolutamente negato le sofferenze patite dal popolo ebraico, bensì le ha paragonate a quelle subite dai palestinesi, fatto che ha mandato la comunità ebraica su tutte le furie. Il leader dei Pink Floyd comunque ha anche voluto rispondere per le rime al rabbino Boatech:  Io non conosco il rabbino Boteach, e non sono disposto a entrare in una scambio di insulti con lui. Dirò questo: non ho nulla contro gli ebrei o gli israeliani, e io non sono antisemita. Deploro le politiche di Israele. Il governo nei territori occupati e di Gaza. Essi sono immorali, disumani e illegali. Continuerò le mie proteste non violente fino a quando il governo di Israele continuerà con queste politiche. Se il rabbino Boteach può fare un caso sulle politiche del governo di Israele, non vedo l’ora di sentirlo. È difficile formulare argomenti per difendere le politiche del governo israeliano, così gli aspiranti difensori usano spesso una tattica diversiva, che abitualmente trascinano il critico in uno spazio pubblico e lo accusano di essere un antisemita “. Waters ha continuato: “…La Shoah è stata brutale e disgustosa al di là della nostra immaginazione. Non dobbiamo mai dimenticare che dobbiamo sempre restare vigili. Non dobbiamo mai stare a guardare in silenzio e indifferenti alle sofferenze altrui, a prescindere dalla loro razza, colore, origine etnica o religione . Tutti gli esseri umani meritano il diritto di vivere ugualmente sotto la legge. [Fonte, The Guardian].

Questa chiosa però non è servita a placare i nervi della comunità ebraica, che per bocca di Karen  Pollock, direttore esecutivo dell’ Holocaust Educational Trust, ha rilanciato l’attacco a Waters: Ogni individuo ha diritto ad un parere e sostenere con passione una causa, ma disegnando paralleli inappropriati con l’Olocausto insulta la memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dai nazisti. Questi tipi di attacchi sono comunemente usati come velato antisemitismo e devono essere esposti come tale“. Jo-Ann Mort, vice-presidente del gruppo ebraico statunitense Americans for Peace Now, ha invece voluto ricordare agli artisti e ai musicisti che si recano in Israele che esiste anche una opposizione israeliana alla discriminazione in atto contro gli arabi. La scorsa settimana  inoltre le parole di Waters hanno provocato una dura reazione da parte della Comunità Security Trust , l’organismo che controlla l’attività anti-ebraica in Gran Bretagna. Un portavoce ha accusato Waters di antisemitismo, arrivando addirittura a dichiarare che Waters sarebbe la prova di come sia facile passare da una politica anti-israeliana a una antisemita. Proprio il leader dei Pink Floyd questa estate, stanco degli attacchi delle comunità ebraiche che lo chiamavano “odiatore di ebrei”, vedi le accuse del rabbino Abraham Cooper del Centro Simon Wiesenthal in un’intervista a un giornale ebraico settimanale americano, l’ Algemeiner, aveva deciso di usare la sua pagina Facebook per rispondere alle accuse: Spesso posso ignorare questi attacchi, ma le accuse di Rabbi Cooper sono così selvagge e bigotte che esigono una risposta“, ha scritto Waters, aggiungendo che aveva “molti strettissimi amici ebrei“. Insomma schierarsi contro le sofferenze di un popolo diventa, secondo qualcuno, una dichiarazione di odio etnico e razziale.

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