Roma. Al Cinema America la solidarietà artisticaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Roma. Al Cinema America la solidarietà artistica

Un’occupazione che ha fatto discutere, e che è stata tradita da quelle stesse figure istituzionali che avevano promesso di tutelarli. Solidarietà da Scola, Rosi e Bruni.

Fonte: Oltremedianews

“Voglio dedicare questo premio della Fice alla Migliore Sceneggiatura ai ragazzi del Piccolo Cinema America che mi hanno ridato fiducia ed ottimismo nella possibilità che il nostro cinema possa essere visto ed apprezzato anche dai loro coetanei. Il lavoro che hanno svolto è prezioso, ed è stato riconosciuto ed apprezzato dai più importanti autori del nostro cinema, dal Presidente della Regione, dal Ministro dei Beni Culturali e persino dal Presidente della Repubblica. Manca all’appello il solo Sindaco di Roma, ma sono certo che quando vorrà verificare di persona quello che i ragazzi stanno facendo, sarà accolto a braccia aperte.” Francesco Bruni sceneggiatore del film “Il Capitale Umano” di Virzì e regista di “Noi 4″ a‪#‎fice2014‬ pocheore fa ha così voluto salutare noi ragazzi del Cinema America.Altri due grandi del cinema italiano hanno espresso la propria solidarietà al Cinema America, Ettore Scola e Francesco Rosi: “Prendiamo atto con forte rammarico della scelta del Sindaco di Roma Ignazio Marino e dell’assessore alla cultura Giovanna Marinelli, i quali hanno oggi rispettivamente preferito rispondere ad una missiva istituzionale privata e dichiarato che il Comune si ferma al dialogo con la proprietà attuale del Cinema America ed al vincolo appostovi dal MIBACT,  di trascurare e declassare la sollecitazione venutagli da noi e da tutte le più eminenti e popolari figure del cinema italiano e del suo prestigio internazionale. Con sentimento personale di offesa, non ci resta che rinnovare per l’ultima volta al Sindaco Marino la nostra richiesta di manifestare gli intenti del comune rispetto alle due istanze che abbiamo a cuore con tanta parte della cittadinanza: la pronta riapertura del Cinema America e la garanzia di continuità dell’esperienza dei giovani che l’hanno riconsegnato alla città dopo i 14 anni di un abbandono al quale oggi si ritrova consegnato.”

I ragazzi e le ragazze del Cinema America hanno costruito una rete di rapporti con i più grandi esponenti del cinema italiano, portando alla ribalta delle cronache nazionali la storia del Cinema America; un cinema sottratto alla mano della speculazione edilizia e aperto al pubblico.

Purtroppo alcune volte sembra si sia perso il punto focale, quello dell’occupazione. Il senso di occupare un posto è quello di aprire spazi pubblici ormai abbandonati per restituirli alla collettività. In alcuni frangenti il Cinema America Occupato ha spostato il proprio punto focale, concentrandosi e forse, fidandosi troppo delle istituzioni. Chiederemo cosa ha spinto gli ex occupanti del Cinema America ad occupare e quali sono stati i propri errori.

Nicola Gesualdo

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