Roma, comunali 2013: il trionfo del bipolarismoTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Roma, comunali 2013: il trionfo del bipolarismo

 Marino (Centrosinistra) 42% e Alemanno (Centrodestra) 30% al ballottaggio; male De Vito (M5S), fermo al 12%, Marchini (Lista civica) 9,5%, Medici (Sinistra) 2,3%.

 Fonte: Oltremedianews

Il risultato espresso ieri dai residenti del comune di Roma, pur rimandando al ballottaggio l’ultima parola, emette già i primi verdettiMarino, con il 42% delle preferenze, dimostra che il Partito Democratico, nonostante la forte crisi che lo attraversa, è ancora fortemente radicato sul territorio; Alemanno, con il 30%, mantiene sotanzialmente invariato il numero di voti rispetto le precedenti amministrative. Il dato più interessante riguarda il crollo verticale del MoVimento 5 Stelle (il cui candidato era De Vito) che, pur riempiendo la piazza più degli avversari politici, non riesce a trasformare l’entusiasmo dei simpatizzanti in voti, anzi: si registra un calo di quasi 15 punti percentuali rispetto alle Politiche 2013 ( 12,8% contro il roboante 27,2% di febbraio). Marchini, candidato con una lista civica (e supportato dai “centristi”), si attesta al 9,5%, mancando l’exploit, mentre Medici, appoggiato dalla sinistra estrema, non supera il 2,3%.Il distacco fra le due coalizioni che si confronteranno al ballottaggio fra quindici giorni è di dodici punti percentuali, quantificabili in circa 124mila voti; nonostante l’importanza di questo dato, l’esito di queste votazioni è ancora fortemente in bilico: basti pensare al fatto che cinque anni fa, nella sfida fra il sindaco uscente Gianni Alemanno e l’allora candidato per la coalizione di centrosinistra Francesco Rutelli, il distacco era di circa 84mila voti in favore del candidato del Pd al termine del primo turno di voto; al ballottaggio, grazie alla maggior capacità di far leva sui temi caldi della campagna elettorale, la spuntò il candidato di centrodestra con il 53,7% grazie a una clamorosa rimonta.

Diverse sono le posizioni dei grandi sconfitti di questo primo turno di amministrativo: mentre Marchini si dice disposto a valutare “con laicità contenuti e programmi” nell’arco di queste due settimane, De Vito dichiara che “Alemanno e Marino sono la stessa cosa, io non li valuto positivamente”; non esclude tuttavia la possibilità di indire una consultazione on-line fra gli iscritti al MoVimento per decidere se appoggiare l’uno o l’altro candidato ancora in gara.

Il vero vincitore di questa tornata elettorale è però il fronte dell’astensionismo, che guadagna quasi il 19% rispetto alle precedenti comunali; un dato che fa riflettere e che sottolinea la crescente sfiducia della popolazione nei confronti dell’attuale classe politica: fiducia che, se vogliono vincere le elezioni, i due candidati dovranno riconquistare dimostrando che non sulle parole, ma sulla cura della Cosa Pubblica si fonda la Politica, quella con la P maiuscola.

 Francesco Stati

 

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