Roma. Lettera al Rettore della Sapienza contro la cementificazioneTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Roma. Lettera al Rettore della Sapienza contro la cementificazione

Roma. Lettera al Rettore della Sapienza contro la cementificazione

I comitati, gli spazi occupati, la Libera Repubblica di San Lorenzo e i singoli cittadini, dopo l’incontro dello scorso 17 dicembre con le istituzioni, chiedono un incontro al Rettore della Sapienza, Eugenio Gaudo, per discutere sull’eventuale costruzione di un parcheggio in via De Lollis.

Fonte: Oltremedianews

La lettera è stata inviata anche a ciascun membro del Consiglio di Amministrazione della Sapienza.

“Sono noti gli eventi legati alla costruzione del parcheggio interrato e del basamento di una piscina comunale in via de Lollis, deliberata dal CdA dell’Università La Sapienza nel 2006, affidato al Provveditorato OO.PP. Lazio nel 2007 nella fase esecutiva, poi di fatto decaduto nel 2014 a causa del ritrovamento di importanti reperti archeologici in tutta l’area interessata agli scavi.  Oggi questi fatti ritornano in primo piano per la riproposizione di un nuovo progetto da parte della Sua Università, che prevede un parcheggio soprelevato.

Tale progetto, che deve ancora essere approvato dagli organi competenti attraverso una conferenza dei servizi, previo una nuova approvazione del CdA della Sapienza, è stato presentato dall’arch. Geusa nell’ambito del processo partecipativo, che vede coinvolti diversi soggetti aderenti al Progetto Urbano San Lorenzo.  Il nuovo progetto, che prevede un volume esterno di tre piani con un aumento di posti macchina rispetto al precedentee una piscina ridimensionata, non trova l’adesione dei cittadini che non vogliono la cementificazione dell’area, bensì un parco archeologico in cui possa essere inserita la sola piscina.

L’Università La Sapienza (tramite il Provveditorato OO.PP.) sembra volere invece, a tutti i costi, costruire il parcheggio sopra l’area verde di via de Lollis, mortificando così i recenti ritrovamenti archeologici, invece di valorizzarli per il quartiere e per la città come parco archeologico.

Lo vuole, a quanto pare, per consentire a duecento dipendenti dell’Università di poter arrivare al lavoro semplicemente attraversando la strada, anziché camminare 12 minuti, o viaggiare 5 minuti col tram, dal parcheggio (di sua proprietà ma finora inutilizzato) di Largo Passamonti.  Gli architetti da noi consultati hanno confermato, infatti, che si potrebbe facilmente ampliare quel parcheggio, con un bassissimo impatto ambientale e ad una frazione del costo del mega-progetto attuale.

Costruire l’ecomostro in via de Lollis costituirebbe, dunque, non solo un danno culturale ed ambientale, ma anche uno sperpero di danaro pubblico.

La costruzione del parcheggio De Lollis inoltre disattende il nuovo piano comunale sulla mobilità dell’assessore Guido Improta che vuole scoraggiare l’uso del mezzo privato per coloro che lavorano nel centro, attraverso politiche della mobilità, un nuovo piano del traffico e un incremento della mobilità ciclabile al servizio dei cittadini e dei pedoni.

Anche il Piano Verde per il traffico urbano del 2007 della Commissione Europea sollecita le città europee a seguire l’esempio di Monaco di Baviera e ad eliminare il traffico privato dal centro, istituendo parcheggi di scambio, intorno e fuori di esso, e fornendo adeguati mezzi pubblici.  Il parcheggio di Largo Passamonti, all’uscita della Tangenziale, sarebbe proprio il tipo di parcheggio di scambio di cui parla il Piano Verde.  Nel Suo discorso di accettazione dell’incarico di Rettore, Lei ha dichiarato di voler portare La Sapienza “ancora di più dentro l’Europa”.  Creare e far utilizzare un parcheggio di scambio invece di un “garage” nel centro, sarebbe un chiaro segno di voler europeizzare La Sapienza, ottemperando alle direttive del Piano Verde dell’UE.

Segnaliamo inoltre che l’Istituto Comprensivo statale “Via Tiburtina Antica, 25″ ha votato, il 3.12.20014, una delibera esortando l’Università a costruire il nuovo parcheggio “in un’area di minore impatto ambientale” e a realizzare invece, “nell’area de Lollis-Dalmati, un parco Archeologico attrezzato” che potrebbe essere una risorsa per gli alunni:http://www.interculture.it/comitato/documenti/delibera_ic_tiburtina_antica.html   Aggiungiamo che potrebbe essere una risorsa anche per gli studenti del corso di laurea magistrale in archeologia de La Sapienza, e per quelli di altri corsi di laurea ancora.

Confidiamo che l’Università vorrà respingere, dunque, il nuovo progetto avanzato dal Provveditorato OO.PP.  In caso contrario, un componente del nostro Comitato e membro dell’associazione ecopacifista PeaceLink ( http://www.peacelink.it/ ) recentemente accreditata presso la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per le questioni ambientali, intende sollecitare un parere della Commissione al riguardo.

Sempre in caso contrario, il nostro Comitato svolgerà un’intensa campagna di stampa, anche sui giornali esteri con i quali siamo in collegamento, per denunciare l’assurdità di un istituto di cultura italiano che mortifica i ritrovamenti archeologici e deturpa il quartiere più densamente popolato di Roma con nuove e ingiustificate colate di cemento, per privilegiare 200 dipendenti dello stato, già ampiamente privilegiati per la pubblica opinione.

Infine, alcuni nostri legali stanno studiando i documenti relativi ai passaggi di proprietà del terreno De Lollis-Dalmati e alle procedure intercorse, nonché i costi/benefici del nuovo progetto rispetto ad altre soluzioni, in vista di eventuali esposti alle autorità giudiziarie e alla Corte dei Conti.

Le chiediamo pertanto, nonostante che sia già fissato per il prossimo 7 gennaio un incontro tra l’Università e gli Uffici competenti per vagliare il “nuovo” progetto del Provveditorato OO.PP., di rinviare ogni decisione al riguardo fin quando Lei e i Suoi uffici tecnici non avranno potuto appurare gli elementi brevemente riassunti in questa lettera.

Gradiremmo, anzi, l’occasione di poterli illustrare più compiutamente in un incontro con Lei e con i responsabili per l’edilizia della Sua Università, anche durante questo periodo di festività.”

In vista dell’ultimo incontro partecipato tra cittadini e istituzioni del 12 gennaio, all’orizzonte si intravede una battaglia.

Nicola Gesualdo

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