Roma. Manifestazione pro-Palestina, sfilano anche gli EbreiTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Roma. Manifestazione pro-Palestina, sfilano anche gli Ebrei

Roma. Manifestazione pro-Palestina, sfilano anche gli Ebrei

A manifestare la propria solidarietà alla Palestina, sabato 27 settembre a Roma, ci saranno anche gli Ebrei Contro l’Occupazione. Perché manifestare?

Fonte: Oltremedianews

Sabato 27 settembre Roma sarà invasa da migliaia di bandiere palestinesi. Dalle 14 in Piazza della Repubblica si raccoglieranno i manifestanti pronti a sfilare per le strade della capitale. Nonostante sia calata l’attenzione dei media mainstream nei confronti della situazione palestinese i comitati pro-palestina non intendono abbassare la guardia.

Una manifestazione per chiedere al  Governo italiano, in qualità di presidente del “semestre” dell’UE, di adoperarsi per il riconoscimento europeo dei legittimi diritti del popolo palestinese e mettere fine alle politiche di aggressione di Israele, utilizzando anche la pressione economica e commerciale su Israele.

Anche Ebrei Contro l’Occupazione, aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale a sostegno del popolo palestinese, indetta dal Coordinamento delle Comunità Palestinesi d’Italia il 27 settembre a Roma ore 14:30 Piazza della Repubblica.

“Aderiamo in solidarietà ai nostri fratelli e sorelle palestinesi che, a partire dalla grande catastrofe del 1948 (che ha reso profughi oltre due terzi della popolazione), continuano a subire quotidianamente varie forme di pressione per mano dello Stato di Israele: dalle “semplici” discriminazioni, alle incarcerazioni senza processo; dall’espropriazione delle terre all’assedio ed altro ancora, fino ad arrivare ad aggressioni omicide com’è recentemente accaduto a Gaza, e non per la prima volta. Tutte queste forme di pressione hanno come risultato una continua e strategica pulizia etnica della Palestina.”

Continua il comunicato: “Questa manifestazione, così vicina al capodanno ebraico, cade in una stagione di particolare importanza nel nostro calendario: un periodo in cui ogni individuo ha il dovere, ma anche il privilegio, di esaminare criticamente le proprie azioni passate, per correggere il proprio comportamento nell’anno a venire. Ci auguriamo che numerosi cittadini israeliani, anch’essi nostri fratelli e sorelle, riescano a rendersi conto di questi terribili misfatti, al di là della propaganda, oltre le paure reali e indotte, si uniscano ai dissidenti, e spingano il proprio governo a cambiare radicalmente strada per trovare nella giustizia e la riconciliazione una soluzione che avvicini la pace anziché alimentare la violenza ad oltranza. Invitiamo inoltre gli esponenti delle Comunità ebraiche costituite a considerare le conseguenze del loro sostegno incondizionato alle politiche e alle azioni dei governi israeliani.”

Purtroppo negli anni, nonostante, o anche a causa di prolungati ma futili negoziati di facciata, la situazione dei palestinesi continua a peggiorare, la colonizzazione della Palestina procede a gonfie vele, e la fattibilità di una soluzione giusta e duratura ai problemi della regione si riduce. Ciò avviene anche perché, finora, Israele è rimasto non solo incensurato e impunito, ma addirittura armato e assistito sia dagli USA sia dall’Europa. Gli Ebrei contro l’Occupazione aderiscono per rimarcare l’assoluta urgenza di una forte pressione internazionale che ponga fine a questo stato di cose e per ribadire l’importanza di imporre sanzioni politiche ed economiche contro Israele, di fermare il rifornimento di armi allo stesso e revocare tutti gli accordi militari con esso.

“Ci appelliamo anche a tutti i membri della società civile in Italia, in altri paesi europei, in USA e ovunque, a tutti coloro che si impegnano per la pace, i diritti umani e la giustizia, affinché sollecitino i propri governi e le organizzazioni internazionali a far valere i diritti dei palestinesi e il diritto internazionale, ripetutamente violato dallo Stato di Israele. Costringere Israele a fermare la colonizzazione dei territori palestinesi, cessare l’assedio e le offensive militari contro Gaza, smantellare il muro, revocare il perenne “stato d’assedio” causa di numerose violazioni di diritti umani, tra cui le incarcerazioni senza processo, garantire completa uguaglianza ai suoi cittadini palestinesi, e il diritto al ritorno dei profughi.”

Nicola Gesualdo

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