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giovedì , 14 dicembre 2017
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Roma, partigiani cacciati da liceo

Presidio anti-fascista con polemica al liceo ‘Giulio Cesare’, a Roma.

Tratto da: “L’Unità”

L’iniziativa organizzata dalla Federazione degli studenti per protestare contro i blitz nelle scuole del Blocco studentesco e di Lotta studentesca, e appoggiata dall’Associazione nazionale partigiani di Roma, non è andata giù ai liceali di corso Trieste che dicono «ci dissociamo, la scuola ce la difendiamo da soli». È finita con i ragazzi del ‘Giulio Cesare’ stipati a protestare sul marciapiede del loro istituto e i partigiani con i ragazzi di Fds dall’altro lato della strada. «Ci dissociamo da questa iniziativa- spiega Gabriele, uno studente del liceo- perchè la nostra protesta non ha colore e la scuola ce la difendiamo noi come studenti, non vogliamo essere strumentalizzati. Abbiamo indossato magliette bianche l’altro giorno proprio per dire che non abbiamo colore. Siamo qui anche contro il ddl aprea e contro i tagli e ciò che è successo l’altro giorno è stato solo la molla per tirare fuori una protesta che comunque ci sarebbe stata»

Protesta che è al terzo giorno al ‘Giulio Cesare’ e prosegue oggi con una assemblea a villa Paganini (molti studenti non stanno entrando) e domani con la «partecipazione insieme ai docenti al ‘No Monti day’». Una novità per il ‘Giulio Cesare’ che dal 1999 ad oggi, confermano i ragazzi, «ha partecipato al massimo due volte in blocco a cortei di protesta».

Ferma la contestazione all’Anpi, intanto, «qui non vogliamo nessuno» dicono i ragazzi che provano a boicottare e oscurare il presidio dei partigiani. E qualcuno si spinge oltre: «In nome dell’anti-fascismo sono state uccise un sacco di persone». E poi «io non sono anti-fascista», si lascia scappare un altro ragazzo, in un momento di tensione.

«Usano la nostra immagine e le nostre scuole per fare politica- contestano i ragazzi- si fanno la foto davanti al nostro liceo e noi non lo vogliamo». Prova a stemperare il presidente dell’Anpi di Roma, Vito Francesco Polcaro: «È normale che i ragazzi a questa età vogliano essere autonomi e che vogliano avere la loro autonomia. La nostra è solo un’adesione. Siamo qui per dire il nostro no ad azioni come quelle del Blocco o di Lotta studentesca»

Quanto avvenuto stamattina al Liceo Giulio Cesare di Roma è desolante e avvilente” per Gian Piero Cesario, portavoce della Fgci, la giovanile del Pdci. “L’Anpi che viene cacciata via dagli studenti del liceo, in nome di un’antifascismo solitario che vorrebbe essere senza colore a detta loro, non era mai successo e francamente non ne sentivamo la necessità. Tacciare l’Anpi di colore politico, quindi di faziosità, è profondamente sbagliato, oltre che irrispettoso nei confronti di chi con fatica prova quotidianamente a lasciare tracce indelebili di memoria partigiana. Che l’Anpi sia di parte è vero: sta dalla parte della Costituzione, in cui tutti dovremmo riconiscerci. Riaffermiamo il nostro netto antifascismo, inviamo la nostra solidarietà all’Anpi di Roma senza se e senza ma. La resistenza partigiana ce lo ha insegnato: la lotta al fascismo si combatte tutti insieme, ogni giorno“, conclude.

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