Roma si colora di rosso per il corteo Fiom, Pd non pervenutoTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Roma si colora di rosso per il corteo Fiom, Pd non pervenuto

Erano oltre 100.000 i manifestanti che si sono radunati a Roma per il corteo nazionale della Fiom-Cgil. Moltissimi i giovani, i precari, gli esodati, che hanno voluto rispondere all’appello della Fiom per la costruzione di un blocco di opposizione all’Austerity del governo. Non pervenuto il Pd, accusato da Landini di aver avuto paura a scendere in piazza assieme agli operai. 

Noi del Tribuno ieri siamo andati a Roma per assistere alla manifestazione nazionale della Fiom-Cgil. Moltissimi i giovani, gli esodati, i lavoratori, ma anche i cittadini, i curiosi e i simpatizzanti che si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica sin dalle prime ore del mattino per prendere parte al colorato e chiassoso corteo che è arrivato in pazza San Giovanni, il simbolo delle manifestazioni della sinistra. Qui, nel palco allestito dalla Fiom, hanno trovato ad aspettarli band musicali di metalmeccanici, ma anche Gino Strada, Maurizio Landini e  Stefano Rodotà, che hanno tirato le fila di una giornata di lotta e di protesta che, necessariamente, bisogna provare a proiettare in un’ottica più ampia. Le aziende chiudono ad un ritmo vertiginoso, e gli operai in piazza avevano molto da dire, consapevoli di trovarsi in un contesto drammatico dove, mese dopo mese, oltre al lavoro si perdono i diritti conquistati negli anni precedenti con lacrime e sangue. Un’assenza però ha pesato molto sulla giornata di ieri, l’assenza del Pd, che ancora una volta ha preferito non farsi vedere assieme agli operai. Landini ha incalzato il Pd, accusando il partito di aver avuto paura a scendere in piazza con i lavoratori, e puntuale è arrivata la risposta del segretario Guglielmo Epifani: Il problema non è stare in piazza, ma dare risposte“. Le stesse risposte che cercano in modo disperato gli operai, gli studenti e i precari, risposte però che non arrivano o tardano ad arrivare o che, quando arrivano, non servono a niente. Gli unici del Pd che sono scesi comunque in piazza sono Fabrizio Barca, Matteo Orfini e l’europarlamentare Sergio Cofferati, che ha commentato di sperare che in piazza ci fosse anche il suo partito.

“Che l’Imu sia una tassa fatta male non c’è dubbio, ma non va cancellata per tutti: va mantenuta per le grandi proprietà”, ha detto Landini dal palco, ricordando poi come negli ultimi tre anni oltre duecento miliardi di euro siano passati dalle tasche dai lavoratori alle banche. Applauditissimo anche Stefano Rodotà:  ”Abbiamo sentito tante volte la parola ‘sacrifici’. Due domande vorrei fare: sacrifici perché e sacrifici per chi?”, ha detto il giurista. “Possiamo accettare  la logica per cui i diritti possono essere sacrificati? Possiamo considerare come unica legge inviolabile quella del mercato?”.  Incisivo anche Gino Strada che ha ricordato come  mai si sarebbe aspettato di dover tornare un giorno con Emergency a operare nel suo Paese, l’Italia, perchè la povertà sta arrivando anche qui.  L’intervento più significativo è stato comunque quello di Landini, che si è confermato come uno dei pochi potenziali leader carismatici di una costituenda nuova sinistra. Siamo qui perché non riununciamo alla nostra idea di fondo: di voler cambiare questo Paese e mandare a casa chi ha prodotto questo disastro”, ha incalzato Landini per poi buttare acqua sul fuoco negando di voler costituire un nuovo partito. Noi che in mezzo agli operai e ai lavoratori ci siamo andati prendendo l’autobus con loro e parlando insieme a loro dei problemi comuni, possiamo dire che sono tantissimi coloro che sperano, in questa situazione drammatica, che Landini decida finalmente di fare il salto di qualità diventando un “politico” a tutti gli effetti.  Landini dal conto suo continua a dichiarare che lui non vuole aprire un partito ma invitare la politica a prendere spunto dalle rivendicazioni della Fiom; peccato che la risposta della politica è oggi del tutto inadeguata, e senza una proposta nuova si rischia il totale fallimento e isolamento della sinistra. A guardare poi la piazza più da vicino un elemento svettava con nettezza: la presenza di migliaia di bandiere rosse, falci e martello, sigle di sinistra, migliaia di manifestanti sostanzialmente uniti dalle stesse passioni, dalla stessa cultura politica e dalle stesse aspirazioni. Migliaia di manifestanti tenuti in “ostaggio” dai loro dirigenti, incapaci di dare una risposta a una piazza che chiede di essere rappresentata e non vuole essere strumentalizzata; migliaia di persone che chiedono semplicemente rappresentanza politica per provare a riscostruire, perchè no, una cultura di classe, per cominciare a opporsi alle misure che stanno impoverendo, letteralmente, gli italiani.

D.C.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top