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giovedì , 27 luglio 2017
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Royal baby? No thanks

L’inghilterra e il mondo sembrano impazziti per la nascita del figlio del Principe William e di Kate Middleton. A noi non solo non ce ne frega nulla, ma riteniamo lo spazio che i media danno alla nascita del Royal Baby uno dei tanti motivi della attuale miseria culturale che affligge il mondo e l’Occidente. 

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E’ nato il Royal Baby. E’ questa la notizia di cui tutti parlano in questi giorni, al punto che la nascita del primogenito di William e Kate è diventata più importante della crisi economica, della guerra in Siria, e di tante altre cose considerate evidentemente “noiose” dai media. A chi vi scrive è capitato di prendere l’autobus e di sentire signore discutere della bellezza e dell’eleganza della coppia di bellimbusti inglesi, la spia che indica una miseria culturale senza confini che rischia ormai di travolgerci tutti. Siamo nel 2013, alcuni uomini hanno offerto il proprio petto, la propria vita, per favorire il progresso dell’umanità superando le monarchie, almeno in alcune parti del mondo. In Inghilterra però la monarchia è una istituzione e di italiani che ammirano a priori tutto ciò che viene partorito a Londra è purtroppo pieno il mondo. Le immagini che provengono dall’Inghilterra sono ancora più tristi, immortalano migliaia di persone che esultano alla notizia della nascita del primogenito del Re, scorci di Medioevo nel XXI secolo. Un pò come se i Re rappresentassero quello che tutti vorrebbero essere, ci sono ancora tanti, troppi, che ammirano questi personaggi senza qualità, pupazzi vestiti a festa mandati in Tv per dare distrazione al popolino, quello che deve sognare di incrociare lo sguardo del principe, oppure di ricevere una pacca da Kate Middleton. Le pruderie reali del resto sono un business mondiale da miliardi di euro, cui nessun Paese è purtroppo immune, ma se in Italia è pieno di pollastri che pagano per informarsi della vita privata dei personaggi famosi, almeno questi sono appunto “solo” personaggi famosi, e non monarchi. Può sembrare una differenza da poco, ma non lo è anche perchè la Casa Reale britannica è amatissima in Inghilterra e molti inglesi non trovano affatto disdicevole che la loro immagine sia in qualche modo da essa incarnata. L’Italia ha tanti problemi, ma a pensarci bene non ci sembra che migliaia di italiani sarebbero scesi in piazza per festeggiare la nascita del primogenito di Napolitano, di Letta o di Berlusconi. Così milioni di persone sono rimasti incollati alla tv sorridendo nel vedere la nascita del Royal Baby, un bambino ricco prima ancora di essere nato, il bambino che non avranno mai e che tutti vorrebbero avere perchè vorrebbe dire far parte della Casa Reale, del Mondo che conta. No. Noi non ci stiamo, rivendichiamo il diritto di urlare che il Royal Baby è un bambino come tanti altri, solo più fortunato, e soprattutto non c’è nulla da ammirare in Kate e William, nè da invidiare. Sono un uomo e una donna proprio come sono uomini e donne coloro che si radunano piangendo di gioia scommettendo migliaia di dollari sul nome che verrà assegnato al Royal Baby. Sono uomini e donne come loro ma possono vivere al di sopra degli altri, e lo fanno perchè gli viene concesso. Noi su questo abbiamo le idee molto chiare, le monarchie sono retaggio del Medioevo e là dovrebbero rimanere. E Kate e William al posto di sorridere di fronte alle masse come se fossero dei profeti che ricevono l’abbraccio dei discepoli farebbero bene a fare qualcosa di realmente utile per la loro popolazione, sempre che abbiano anche solo la minima idea di quali siano le condizioni di vita del loro popolo.

Gracchus Babeuf

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