Ruanda. Vent'anni fa il genocidio che non interessa a nessuno ricordareTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Ruanda. Vent’anni fa il genocidio che non interessa a nessuno ricordare

Vent’anni fa in Ruanda avveniva un vero e proprio genocidio. Un genocidio però di cui si parla poco, come se, dopotutto, fosse meglio dimenticare in fretta.

Tutto cominciò il 6 aprile del 1994, quando l’aereo Falcon su cui viaggiava il presidente hutu moderato del Ruanda Juvenal Habyarimana fu abbattuto da un missile mentre era in fase di atterraggio sui cieli della capitale Kigali. Dopo quella tragedia tutto precipitò, e non fu una tragedia casuale bensì la prima mossa di un freddo, pianificato, e terribile genocidio. Dopo quell’episodio infatti venne scatenata una vera e propria “caccia al tutsi” che in 100 giorni lasciò in Ruanda qualcosa come un milione morti. C’era chi da tempo preparava la violenza compilando liste di bersagli da colpire e di nemici da eliminare, e ancora oggi c’è chi accusa forse non del tutto a torto anche Francia e Belgio di aver avuto complicità in quanto successo, forse per aver saputo e non aver fatto nulla. E dire che in Ruanda tutti sapevano che si stava preparando da tempo la guerra dal momento che persino Romeo Delaire, comandante dei caschi blu dell’Onu a Kigali, aveva chiesto senza successo al Palazzo di vetro il permesso di sequestrare le armi accatastate negli arsenali, e pronte a essere usate. Fu un genocidio terribile, un genocidio che vide l’Occidente guardare, senza intervenire per porre fine alla tragedia, forse che perchè sarebbe stato troppo costoso. Furono centinaia di migliaia i profughi che fuggirono dalla guerra, cercando la salvezza in Uganda. Nel 2011 Sarkozy, come presidente francese, ha provato la conciliazione con il Ruanda, ma le autorità del paese africano hanno puntato il dito contro Parigi chiedendo inutilmente che i francesi ammettano di fronte al mondo di aver avuto responsabilità dirette nella partecipazione al genocidio. Inevitabile che Sarkozy a quel punto annullasse la partecipazione alle celebrazioni, che altrimenti avrebbero avuto il sapore della beffa per il Ruanda. Il presidente Kagame ha affermato anche che l’operazione Turquoise, compiuta dalle forze francesi nei mesi successivi, fu del tutto incapace di salvare vite, l’ennesimo capitolo doloroso di quella nefandezza che si chiama colonialismo.

Catilina

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