Ruotolo lascia studio Rai per presenza leader Casa Pound: "Noi siamo antifascisti" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Ruotolo lascia studio Rai per presenza leader Casa Pound: “Noi siamo antifascisti”

Il Tribuno del Popolo vuole esprimere totale solidarietà a Sandro Ruotolo, candidato di Rivoluzione Civile alla presidenza della Regione Lazio, che ha deciso di lasciare lo studio del dibattito Rai per polemizzare con la presenza del leader di Casa Pound Simone Di Stefano.

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Dopo la vergognosa aggressione subita dal candidato di Rivoluzione Civile alla presidenza della Regione Lazio, Sandro Ruotolo, da parte di vili neofascisti legati a Casa Pound, qualcuno in Rai ha pensato bene di invitare proprio Ruotolo a una trasmissione in compagnia del leader di Casa Pound, Simone Di Stefano. Una iniziativa vergognosa in quanto volta a mettere sullo stesso piano Rivoluzione Civile e i fascisti di Casa Pound, gli stessi che, come ha ricordato lo stesso Ruotolo alla trasmissione, hanno effettuato un blitz nel corso del suo comizio a Civita Castellana. Ruotolo in quel caso era stato offeso da alcuni militanti di Casa Pound che hanno anche lanciato diversi fumogeni e intimidito i presenti secondo il solito copione dello squadrismo fascista. Cosa ancor più grave, Di Stefano di Casa Pound ha minimizzato l’accaduto, parlando di una “goliardata”, e ovviamente nessuno dalle istituzioni ha preso provvedimenti contro questo vile atto di squadrismo fascista.

Ruotolo quindi, in diretta Tv, ha deciso di andarsene per lanciare un segnale chiaro: “Per noi la costituzione è sacra e il nostro partito si basa sul principio fondamentale della costituzione che è l’antifascismo“. La stessa Costituzione di cui Di Stefano e il suo partito invece si fanno beffe. Ruotolo ha comunque voluto scusarsi per il gesto: “Ho chiesto scusa ai cittadini e alle cittadine del Lazio, ma per me la coerenza è tutto. È il valore dell’antifascismo. Ma soprattutto loro sono dei fascisti che minacciano la democrazia“. Delirante la risposta di Di Stefano che ha pensato bene di commentare l’uscita di scena del giornalista con il solito vittimismo neofascista, e ancor più sconvolgente l’affermazione del leader di Casa Pound in merito al presunto saluto romano con il quale avrebbe salutato Storace: “Io non ho problemi a fare il saluto fascista nelle ricorrenze in cui si rende omaggio ai nostri militanti uccisi, ma quello di stamattina era solo un saluto ad un amico come Storace, non certo un gesto fascista“. Insomma i camerati ormai si sentono sdoganati e alzano la testa, e cosa ancor più grave le istituzioni sembrano tollerarlo, cadendo nel tranello di paragonarli agli estremisti di sinistra, che al contrario non violano lo spirito della Costituzione.

Piena solidarietà a Sandro Ruotolo quindi, e massima vigilanza contro ogni forma di fascismo, razzismo e neofascismo. Ora e sempre.

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