Russia. Al via i giochi olimpici tra polemiche e guerra freddaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Russia. Al via i giochi olimpici tra polemiche e guerra fredda

Venerdì a Sochi ci sarà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali. Grandi le polemiche scatenate dall’Occidente nei confronti della Russia, anche se emerge con nettezza la loro strumentalità in una fase politica nella quale la Russia è tornata a essere la “grande nemica” perchè ha deciso di smetterla con la politica di appeasement nei confronti dell’Occidente. 

Si può legittimamente avere una opinione positiva o negativa sulla Russia, non è questo il punto. Il punto è che venerdì a Sochi si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali, e tale inaugurazione avverrà in un clima di vibrante tensione dal momento che a Volgograd nelle scorse settimane i terroristi islamici ceceni hanno seminato morte e distruzione con vari attentati kamikaze. I media hanno chiaramente oscurato i pregressi, ovvero il battibecco avvenuto questa estate tra Putin e l’Arabia Saudita, con il principe Bandar Bin Sultan che aveva minacciato Mosca di ripercussioni qualora Putin non avesse abbandonato Assad in Siria. Ciò non è avvenuto e gli attentati sono arrivati puntualissimi, senza che nessuno nel deserto umano e culturale dei media europei abbia sollevato l’incresciosa vicenda. Anzi il mainstream ha cominciato in tempi non sospetti un assalto frontale nei confronti della Russia, basti pensare alla polemica delle Pussy Riot, poi scarcerate sotto Natale assieme all’oligarca Khodorkovsky. Così siamo tornati in un clima da Guerra Fredda motivato dal fatto che probabilmente Putin ha smesso, come Eiltsin, di fare gli interessi dell’Occidente, ricominciando a pensare agli interessi della Russia. Se siete scettici pensate alla campagna di propaganda scagliata contro la Russia in vista di Sochi sui diritti degli omosessuali, una campagna a dir poco pervasiva e condotta in modo capillare e con grande dispiego di mezzi. La cosa grottesca è che persino Enrico Letta si è scagliato contro l’autocrazia russa, e ha pensato bene di faro dal Qatar. Sembra una barzelletta dal momento che in Qatar i diritti umani sono pressochè assenti, ma si sa, i dollari riescono a far cambiare idea all’Occidente sul rispetto dei diritti umani. Così Kerry e i vari autorevoli opinion leaders americani possono proporre boicottaggi delle Olimpiadi, mentre ovviamente nei confronti di paesi come l’Arabia Saudita dove esistono pene corporali e dove le donne non possono nemmeno guidare, non viene spesa nemmeno mezza parola. La Russia affronta così le Olimpiadi ben sapendo che il rischio di attentati sarà alto, ma il mondo al posto che schierarsi con Mosca contro il terrorismo, preferirà accusare il Cremlino di autocrazia. Anche questo è il mondo in cui viviamo..

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