Russia. Arrestati i killer di Nemzov, sono ceceniTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Russia. Arrestati i killer di Nemzov, sono ceceni

Sono arrivati i primi arresti per via dell’omicidio di Boris Nemzov, l’oppositore liberale di Putin ucciso poco lontano dal Cremlino a colpi di pistola. In molti avevano chiesto una indagine rapida e infatti uno dei ceceni arrestati ha confessato il suo coinvolgimento anche se rimane ancora un punto interrogativo sui mandanti. La pista più probabile per il momento è l’omicidio religioso dal momento che si tratta di estremisti islamici, ma ovviamente l’Occidente non ci crede, accusando Mosca di aver trovato dei capri espiatori. 

Tutti hanno chiesto a Mosca una indagine rapida e veloce per assicurare alla giustizia gli assassini di Boris Nemzov, l’oppositore di Putin ucciso a colpi di pistola poco lontano dalla Moscova, il fiume che attraversa la città,  e dal Cremlino. In Occidente infatti l’allusione generale era che fosse in qualche modo stato coinvolto Putin nell’omicidio anche se tutti gli analisti sono stati concordi sul fatto che il presidente russo non avrebbe avuto alcun motivo di commissionare l’omicidio di un personaggio che ormai, all’interno della politica interna russa, contava poco o nulla. Perchè avrebbe dovuto farne un martire dal momento che il suo astro era in forte declino dopo essere stato il delfino di Eiltsin per tutti gli anni Novanta? In ogni caso la polizia russa ha risposto all’appello dell’Occidente e ha assicurato alla giustizia i presunti killer di Nemzov con tanto di complici, andando a prenderli fino in Caucaso, nella tumultuosa Cecenia, dove gli attentati di matrice islamica non sono mai cessati del tutto. Ironia della sorte proprio quegli stessi che chiedevano una indagine rapida al Cremlino, ora che la notizia delle prime pagine dei giornali è proprio quella dell’arresto dei killer, ironizzano sulla velocità con la quale tale arresti sono avvenuti. Intanto però uno dei presunti assassini ha confessato e anche sugli altri graverebbero tutta una serie di incriminazioni che li inchioderebbero alle loro responsabilità. Insomma si tratta di cinque ceceni, un duro colpo per quelli che avevano puntato sul dare la colpa a Putin, diventato una sorta di cattivone dei tempi moderni cui addebitare la paternità di ogni nefandezza sull’onda della propaganda di una nuova Guerra Fredda. Rimane però un interrogativo sul mandante, con la pista islamista che rimane la più percorribile sul tavolo dal momento che gli islamisti potrebbero aver voluto punire Nemzov per via delle sue origini ebraiche e per il fatto che avesse difeso a spada tratta le vignette di Charlie Hebdo. Chiaramente come pista non appare come del tutto convincente, eppure qualcuno Nemzov lo ha ucciso e davvero non si capisce come mai Putin avrebbe dovuto rischiare di perdere la faccia a livello internazionale e nazionale solo per eliminare un antagonista di “terza fascia” oppure per addossare la colpa sui “soliti” ceceni. Insomma c’è del torbido intorno a tutta la vicenda con troppi personaggi che trarrebbero beneficio dal destabilizzare il clima interno in Russia soprattutto alla luce della recente crisi in Ucraina che ha riacceso una rivalità tra Russia e Occidente che sembrava sopita nel tempo.

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