Russia-Cina e la nuova era dell'EurasiaTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Russia-Cina e la nuova era dell’Eurasia

La Russia è un Paese che è diviso tra Ovest e Est. I recenti fatti che vanno dalla vicenda Snowden e dalla Siria fino all’Ucraina portano però Mosca lontano dell’Occidente verso una rinnovata alleanza strategica ed energetica con Pechino. Cina e Russia scommettono sul secolo dell’Eurasia. 

Russia e Cina hanno firmato un accordo di importanza strategica straordinaria nonostante i media occidentali preferiscano tentare di non dare il giusto spazio a quanto accaduto. Mosca e Pechino infatti hanno stretto legami molto importanti che potrebbero permettere di guardare al XXI secolo come al secolo dell’Eurasia, un colpo durissimo agli Stati Uniti e all’Occidente, che fino a poche settimane fa parlavano di “isolamento” della Russia in merito alla questione dell’Ucraina. La Gazprom infatti fornirà gas alla China National Petroleum Company (Cnpc) per i prossimi trent’anni e nel corso della cerimonia con la quale si è voluta celebrare l’intesa, il presidente Vladimir Putin ha anche espresso soddisfazione. L’accordo del secolo, come è stato rinominato da molti, è stato firmato a Shangai e prevede che dal 2018 Mosca debba vendere 38 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno alla Cina. Tutto questo dovrebbe portare alle casse russe qualcosa come 400 miliardi di dollari, una pioggia di denaro che la dice lunga sul presunto isolamento di cui patirebbe il Cremlino. A oggi il fornitore numero uno di gas per la Cina è il Turkmenistan ma lo scorso anno i cinesi hanno cominciato a diversificare le importazioni aprendo anche al Myanmar. Ora, dopo la realizzazione di importanti gasdotti, vedi la “Forza della Siberia”, la Cina è pronta ad acquistare il gas russo. La firma del documento di Shanghai secondo molti osservatori può costituire una pietra miliare negli equilibri geostrategici globali e rafforza le relazioni tra Russia e Cina, ancor più che il Cremlino ha accettato di vendere ai cinesi anche alcuni mezzi militari fino a ora mai venduti a nessun altro Paese, a significare che Mosca vede ormai a Pechino come un saldo alleato. Il raggiungimento di una tale intesa mostra ancora una volta quando sia miope la politica di un’Occidente che non riesce a rendersi conto del proprio declino e di quanto ormai non riesca più a controllare il mondo.

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