Russia. Condannato Navalny e l'Occidente si scatenaTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Russia. Condannato Navalny e l’Occidente si scatena

Russia. Condannato Navalny e l’Occidente si scatena

Il tribunale di Mosca ha anticipato la condanna ad Alexey Navalny e a suo fratello Oleg per truffai ai danni della società “Yves Roches East”. Subito il mainstream occidentale ha definito il processo “farsa” puntando i riflettori sui sostenitori di Navalny che sono scesi in piazza per protestare. Ma a ben guardare chi grida l’innocenza di Navalny lo fa in quanto oppositore di Putin e non dopo aver letto le carte dei processi. 

Con una mossa a sorpresa il tribunale di Mosca Zamoskvoretsky ha anticipato la condanna ad Alexey e Oleg Navalny, entrambi giudicati colpevoli di una truffa di circa 400.000 euro ai danni della società “Yves Roches East” attraverso dei contratti di comodo con società intestate ai due fratelli e condannati rispettivamente a tre anni e mezzo con la condizionale e a tre anni e mezzo di prigione. Indipendentemente dal fatto che siano o no colpevoli, anche se in precedenza erano stati condannati rispettivamente a 5 anni con la condizionale e a 8 anni, Navalny viene presentato da una giornalista de La Stampa, la Zafesova, come “il leader dell’opposizione russa“. In molti ignorano che il leader dell’opposizione russa da un punto di vista oggettivo non è Navalny, nonostante questo venga ripetuto come un mantra da anni, ma Ghennady Zjuganov, il leader dei comunisti russi, il cui partito piaccia o meno all’Occidente è il secondo in termini di voti in Russia. Se non ci credete basta vedere i risultati delle presidenziali del 2012, ma evidentemente a qualcuno conviene non nominare lo spauracchio dei comunisti. Ma torniamo ai fatti. Navalny, che secondo la stampa occidentale sarebbe a capo di non si sa quale opposizione liberale, viene descritto come una sorta di martire per il semplice fatto di essere un oppositore di Vladimir Putin. Per il semplice fatto che Putin è il nuovo male assoluto, si parte dal presupposto che il tribunale abbia dato una sentenza di comodo, peccato che tra le righe si legga che la condanna con il quale è stato sanzionato è stata più mite del previsto. I sostenitori di Navalny avevano fissato un presidio per il 15 gennaio, la data in cui avrebbe inizialmente dovuto aver luogo l’annuncio della sentenza, ma vista la situazione il presidio è stato anticipato. Non solo, tra le righe si legge che la sentenza è stata sorprendentemente mite al punto che la stessa Zafesova suggerisce che Mosca abbia scelto una condanna mite per evitare di creare un martire. Peccato che si parta dal presupposto che chiunque sia contro Putin sia anche un santo e sia sempre e comunque innocente, non certo un modo corretto e super partes di fare giornalismo. Queste persone hanno davvero così tanto disprezzo nei confronti della giustizia e della società russa al punto da mettere in discussione qualsiasi sentenza contro personaggi che invece piacciono all’Occidente per diversi motivi? Dalla Pussy Riot a Navalny, evidentemente, sembra essere proprio così.

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