Russia e Cina ancora più vicineTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Russia e Cina ancora più vicine

Vladimir Putin visiterà Pechino il 2 e il 3 settembre per prendere parte alla grande cerimonia organizzata dalla Cina per commemorare il Settantesimo della capitolazione del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Sarà l’occasione per l’asse Cina-Russia di approfondire i legami di amicizia, e soprattutto di proporsi come blocco alternativo al predominio globale americano. 

Quando Putin si muove è chiaro che non è possibile unicamente parlare di una semplice parata per commemorare la storica capitolazione del Giappone al termine della Seconda Guerra Mondiale. Non che non sia importante, anzi, eppure è chiaro che la vicinanza tra Mosca e Pechino in questo periodo storico particolare assume un significato molto importante, rappresentando una sorta di prova di forza nei confronti degli Stati Uniti e dell’Occidente che si pongono in modo ostile nei confronti di chi sta osando provare a sfidare il loro predominio globale. Putin visiterà Pechino il 2 e il 3 settembre incontrandosi con il presidente cinese Xi Jinping, un incontro storico che prelude alla storica marcia militare che si terrà direttamente in piazza Tiananmnen nel centro di Pechino, con delegati di oltre trenta paesi. Ma questa visita di Putin sarà anche l’occasione per Cina e Russia di siglare qualcosa come oltre venti accordi nei campi della finanza, dei trasporti ma anche del settore energetico e militare.

Uno dei nodi sul tavolo sarà un accordo bilaterale tra i due paesi sulle forniture di gas naturale dalla Russia alla Cina attraverso il gasdotto “The Power of Siberia”. Tale accordo dovrebbe coprire le forniture del gas russo alla Cina per un periodo di circa trent’anni con qualcosa come 38 miliardi di metri cubi di gas che raggiungeranno annualmente Pechino. Tutto questo per non parlare delle implicazioni geopolitiche e militare dietro la parata per il Settantesimo della capitolazione del Giappone nel 1945. Il Giappone infatti, storico alleato degli Stati Uniti nella regione, mostra particolare nervosismo in questo frangente, basti pensare le recenti polemiche cino-giapponesi che si sono rinfocolate negli ultimi anni circa il controllo delle isole Senkaku/Dyaoyu.  La sensazione è che l’atteggiamento conflittuale dell’Occidente stia portando Pechino e Mosca a stringere sempre maggiore cooperazione, fatto questo che rischia di rendere di nuovo infiammabile anche tutto il Sud-Est dell’Asia.

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