Russia e Iran, il grande disgeloTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Russia e Iran, il grande disgelo

Con una decisione che farà discutere Mosca ha deciso di riprendere le forniture dei sistemi missilistici antiaerei s-300 alla Repubblica Islamica. I contratti stipulati tra i due paesi e congelati nel 2007 a causa delle sanzioni contro Teheran, torneranno dunque in vigore. Chiaramente tale decisione manderà Tel Aviv su tutte le furie.

Nel 2007 la Russia e l’Iran avevano stipulato un contratto molto importante e strategico da 800 milioni di dollari per la fornitura di diverse batterie di missili S-300. Si tratta di missili terra-aria molto importanti e letali nel contrasto di velivoli e missili da crociera nemici. Attualmente gli S-300 sono considerati tra i missili di contraerea più potenti del mondo e possono raggiungere una gittata di 150-300 chilometri potendo distruggere persino dei missili balistici. La Russia aveva però sospeso la fornitura e il contratto a seguito delle sanzioni che la comunità internazionale aveva deciso ai danni dell’Iran per via del suo controverso programma nucleare, che peraltro Teheran ha sempre affermato avere finalità civili. La notizia di queste ore è che Mosca con una decisione ufficiale ha stabilito di voler riprendere le forniture dei sistemi missilistici antiaerei a Teheran, una notizia molto importante che sancisce anche la fine dell’isolamento internazionale della Repubblica Islamica. A rendere nota la decisione del Cremlino lo stesso Vladimir Putin, una decisione che è stata presa all’indomani dell’intesa di massima raggiunta sul nucleare con l’Iran e il 5+1 in Svizzera. Il ministero della Difesa russo sarà quindi pronto a consegnare velocemente i sistemi missilistici S-300 l’Iran, come riferito anche dall’agenzia di stampa russa Interfax. Si tratta di una decisione gravida di conseguenze e che rafforza i legami economici e strategici tra Iran e Russia, alimentando al contrario preoccupazione in Occidente e in particolare in Israele. Insomma sembra che siamo di fronte a una nuova era per le relazioni tra Teheran e Mosca, e infatti secondo alcune fonti vicine al governo e citate anche da “La Stampa”, la Russia avrebbe già cominciato a fornire grano, equipaggiamenti e materiali di costruzione a Teheran in cambio di greggio. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov però ha voluto sgomberare il campo da timori e dubbi e ha affermato in moto netto come la fornitura di S-300 all’Iran non debba in alcun modo spaventare Israele, ma a Tel Aviv “Bibi” Netanyahu sembra avere ben altre idee e accusano Teheran di voler procedere a un riarmo in chiave anti-israeliana. In questo senso anche alla Casa Bianca si sono dimostrati particolarmente nervosi nei confronti dell’Iran, con il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, che ha sottolineato come la decisione presa da Mosca potrebbe anche rischiare di far saltare il banco sull’accordo nucleare. Insomma, la situazione circa la questione nucleare dell’Iran sembra essere solo la punta dell’iceberg di una questione più ampia che è la visione geopolitica di insieme dell’area e il ruolo egemone che l’Iran vorrebbe esercitare sulla regione e che Israele, ovviamente, vorrebbe negargli.

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