Russia esibisce prove che fanno traballare le accuse Usa a DamascoTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Russia esibisce prove che fanno traballare le accuse Usa a Damasco

La Russia avrebbe diffuso le prove che il 19 marzo i ribelli avrebbero utilizzato armi chimiche in Siria contro le forze di Assad. Se confermata, questa notizia metterebbe in crisi l’impalcatura delle accuse Usa che danno per scontato che solo Damasco potrebbe lanciare un attacco. 

Il 19 marzo a Khan al-Assal i ribelli avrebbero utilizzato armi chimiche. Lo proverebbe un’indagine russa che avrebbe stabilito che i ribelli avrebbero utilizzato munizioni non in dotazione dell’esercito siriano, simili ad altre realizzate da un gruppo di combattenti ribelli. Lo ha confermato anche il ministro degli Esteri russo Lavrov, peraltro molto irritato del fatto che gli Usa vogliano lanciare un attacco contro Damasco senza attendere gli esiti dell’indagine delle Nazioni Unite sul campo. La costruzione accusatoria della Casa Bianca infatti è a dir poco superficiale dal momento che Obama e Kerry danno semplicemente per scontato che l’opposizione ribelle non sarebbe in grado di lanciare missili con armi chimiche. Lo sostengono semplicemente ignorando quanto già stabilito per esempio dalla Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia dal 1999, che nella sua indagine in primavera ha stabilito che sarebbero stati proprio i ribelli a usare le armi chimiche. Insomma secondo gli esperti russi il proiettile rinvenuto nel sito del 19 marzo proverebbe che conteneva il famigerato gas Sarin, lanciato a Khan al-Assal, vicino ad Aleppo, dai ribelli, e non da Damasco. La Russia ha incluso questo materiale in un rapporto di oltre cento pagine inviato alle Nazioni Unite. Cade quindi la teoria americana per cui se qualcuno ha usato il gas, questi non possa essere che Assad.

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