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domenica , 22 ottobre 2017
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Russia. I comunisti tentati dalle regole di Lenin

Il Partito Comunista Russo, la seconda forza elettorale del Paese, programma di cambiare le sue regole interne in modo da rafforzare la leadership del partito, proprio come accadeva ai tempi dell’Urss.

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Il 23 febbraio si terrà in Russia l’importante XX Congresso del KPRF, ovvero del Partito comunista russo, e probabilmente all’interno del partito, che è il secondo del paese per importanza, ci saranno consistenti cambiamenti. Tali cambiamenti sono suggeriti dal bisogno di creare una struttura di potere verticale all’interno del partito, in modo così da snellire le procedure decisionali e di accrescere il potere dei delegati federali a detrimento di quelli regionali. In base ai cambiamenti previsti quasi certamente il Comitato Centrale, attualmente composto da 17 persone, diventerà il principale organo del partito. Oltre a ciò i comunisti russi hanno deciso anche di introdurre il principio della regolare rotazione della leadership del KPRF. Allo stesso tempo si richiede una maggiore disciplina interna, soprattutto contro i membri che violano le leggi del partito. A partire dal congresso i comunisti in posizioni di leadership che verranno meno ai propri compiti, perderanno inevitabilmente il loro posto. Con la nuova carta delle regole che verrà varata, diventerà molto più facile cacciare qualcuno dal partito. Il motivo di ciò è molto semplice, il KPRF vorrebbe ritornare ai tempi delle regole adottate da Vladimir Lenin cento anni fa, quando era alla guida del Partito Bolscevico. In sostanza i vertici del KPRF ritengono che delle regole interne più snelle possano aiutare il partito a compiere un ulteriore balzo in avanti nel radicamento territoriale.

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