Russia. L'arresto di Navalny e l'offensiva dei media occidentaliTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Russia. L’arresto di Navalny e l’offensiva dei media occidentali

Il blogger antigovernativo Alexei Navalny è stato condannato a cinque anni di carcere per appropriazione indebita. I media occidentali hanno subito cominciato a entrare a gamba tesa sul Cremlino, raccontando come di consueto inesattezze. 

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Il blogger Alexei Navalny è stato condannato ieri a cinque anni di carcere per appropriazione indebita. Il motivo? Aver venduto sotto costo ampie partite di legname in possesso della società statale Kirovles per l’equivalente di 380.000 euro, mentre era consulente del governatore locale nel 2009. Per questo motivo Navalny è stato ammanettato e preso in custodia dalla polizia nell’aula del tribunale di Kirov, a circa 900 chilometri a nordest di Mosca. I media occidentali hanno subito presentato il caso come l’ennesimo caso di persecuzione da parte del Cremlino nei confronti dei dissidenti, e Rai News 24 ha addirittura presentato Navalny come il principale rappresentate dell’opposizione a Putin. Una colossale menzogna dal momento che, nonostante i media occidentali facciano di tutto per celarlo, il secondo partito del Paese è il Partito Comunista della Federazione Russa di G. Ziuganov. E’ davvero paradossale come i media occidentali continuino in modo quasi grottesco a non nominare i comunisti russi, così di volta in volta i personaggi dell’opposizione come Navalny vengono automaticamente promossi a campioni antigovernativi. Proprio ieri, a sorpresa, la commissione elettorale aveva ammesso la sua candidatura a sindaco della capitale russa proposta da un vasto fronte dell’opposizione. Il 37enne blogger però è stato accusato di truffa dal tribunale di Kirov, e condannato a cinque anni di reclusione. La difesa ha reclamato l’assoluzione, e lo stesso blogger ha denunciato che si tratta di accuse fabbricate per metterlo fuori gioco e “vendicarsi di lui politicamente“. A suo dire, la sentenza “sarà dettata da Vladimir Putin in persona“. L’oppositore del presidente russo, infatti, candidato a sindaco di Mosca nelle municipali del prossimo 8 settembre, potrebbe non avere più diritto a partecipare a elezioni, e rischia l’interdizione dai pubblici uffici. Tutto un complotto di Putin? Forse. Oppure vi è anche la possibilità che Navalny abbia effettivamente commesso il crimine che gli viene imputato. Non è detto che essere anti-Putin significhi, automaticamente, essere onesti e senza macchia. Del resto l’Occidente è diventato ormai maestro nella “costruzione del mito”. Lo schema è sempre lo stesso: si prende un personaggio dell’opposizione giovane e possibilmente carismatico, lo si trasforma in un paladino della giustizia, e lo si lancia sul circuito mediatico come dissidente politico perseguitato dal regime cattivo di turno. Una sorta di “fiction” prefabbricata e valida per tutte le stagioni. 

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